Dopo Mani pulite, boom della corruzione: Italia al 69 posto nel mondo.

Ci volevano proprio Di Pietro e Mani pulite e gli esponenti di Società Civile, con in
testa Piercamillo Davigo e la loro opera di impegno civile e politico nelle scuole e nelle centinaia di incontri pubblici e dibattiti sul tema, a combattere la piaga nazionale. E che risultati!



In Identificazione di una donna, Antonioni mette in bocca al suo personaggio maschile questa frase,
pronunciata da un giovane regista capitato in una delle feste della Roma bene (a proposito vedetevi il film del 1972, Roma bene di carlo Lizzani), tra camerieri in livrea e alti personaggi della società civile:
-Ma tu non vuoi capire che questo paese si regge sulla corruzione?-

La litania dei Davigo e Colombo ormai l'abbiamo sentita e risentita decine di volte e sempre risulta spocchiosa, irrealistica e quindi priva di un significato sociale concreto. Di fatto non puoi combattere con le armi spuntate della legge contro i comportamenti illegali talmente diffusi da essere parte dell'intero tessuto sociale. Bastava aver prestato orecchio alla frase di Antonioni o alle decine di Lettere Luterane e Scritti corsari di Pasolini, per capire l'inutilità di una azione giuridica contro i comportamenti di una intera popolazione.

Soprattutto quando a finire nelle maglie della giustizia sono spesso persone indifese o povere, che non possono permettersi gli strumenti di difesa concessi ai ricchi, (e anche questo lo potete ritrovare perfettamente nel film Roma bene, di cui vi allego il link così lo potete vedere da soli http://www.youtube.com/watch?v=JwUTmzm4kpg ).

Nel film Nel nome del popolo italiano, 1971, Dino Risi, due splendidi attori finiscono per farsi la guerra, e a soccombere è un vero e proprio mascalzone di imprenditore senza scrupoli, amico delle segreterie politiche e religiose, parte di quella Roma bene che invece si sottrae con eleganza a qualsiasi responsabilità o colpa, nel fim di Lizzani. 
Dunque, tutto era già stato scritto e rappresentato molti anni prima, affrontando il problema dal suo vero lato sociale, vale a dire la corruzione e il malaffare sono aspetti diffusi e predominano in chi detiene il (vero) potere, non nella politica soltanto. L'imprenditore marito di Virna Lisi, dice che in ...Cina farà una strage, si lavorerà questi cinesi e con le sue abilità farà affari d'oro (e siamo nel 1972). Si tratta di un enorme mercato vergine, città senza auto, si può vendere di tutto, meno che la bomba atomica...


Mi vengono in mente le immagini di una compagna, femminista, moretta, sempre ben vestita, con alti stivali in finta pelle, sarda, che parlava spesso del compagno mao e del compagno Ho Chi Minh, quasi come se li conoscesse di persona. Ridicolo allora e a ripensarci oggi quasi mi sbellico dalle risate, mentre allora provavo un certo disgusto, nel confrontare il modo di vestirsi, di esprimersi e di attegiarsi della giovane compagna, dirigente della Fgci, in confronto a me, figlio di un operaio e destinato a scampare alla fabbrica, se tutto andava bene.
Ma in mente avevo un dato certo: non omologarmi al livello di quella gente della Fgci, che con la borsettina sotto il braccio (da cui spuntava l'Unità o Rinascita), con i jeans a zampa di elefante con la piega nel mezzo, ben stirati, già sapevano quale strada seguire, e l'hanno seguita con impassibile ed atroce metronomicità fino ad oggi, insensibili ad ogni cambiamento, ad ogni scandalo o terremoto partitico e politico. Ecco, quella ex compagna è oggi una deputata di lungo corso, ex Pci, ex Pds, ex Ds ora Pd e domani, certamente deputata e dirigente di qualche altra sigla. Così, né io nella mia ingenua ignoranza, né lei, sapevamo che il compagno Mao, aveva ormai terminato la Rivoluzione Culturale, che significava l'uccisione della tradizione millenaria cinese e era ormai pronto a trasformare la Cina in un enorme oceanico mercato del Mangia e Bevi, un popolo immenso, pronto a fabbricare di tutto e a mangiare qualunque cosa (altro che Attila).
Ma ritorno al tema iniziale.

Infatti è chiara la relazione tra potere e politica, in cui questa è totalmente subordinata a chi detiene il denaro e quindi possiede la fonte del vero potere. Potrebbe uno dei tanti peones in parlamento determinare qualche influenza in persone come il tale imprenditore, che in un anno guadagna decine di milioni di euro?
Se lo facesse, si ritroverebbe cacciato fuori dal sistema politico a pedate o se proprio dovesse riuscire a farsi rieleggere, non conterebbe più niente, schiacciato dal rullo compressore dei giornali e televisioni di regime e in proprietà proprio di quegli imprenditori. In tutto questo si può pensare alla magistratura come a un corpo separato, autonomo e totalmente indipendente da un simile potere? Lo abbiamo visto con la povera Clementina Forleo e in tanti altri casi, dove il magistrato diviene un outsider, viene isolato e lasciato solo a combattere una battaglia non più contro il malaffare ma contro i suoi stessi colleghi. Di quella inchiesta Why Not, non sappiamo più niente (a livello di giornali e Tv) e tutte quelle paginate di giornali e ore di televisione dedicate, sono finite nei reconditi, vuoti e bui spazi siderali del nulla.

Senza contare che c'è chi, come noi, ha sempre considerato Mani pulite una operazione del sistema contro il sistema, che era quindi funzionale al sistema. Non ci sorprendono i risultati del rapporto di Transparency, che colloca l'Italia al 69° posto mondiale nella corruzione, mentre all'epoca di Tangentopoli era al 30°, vale a dire ha compiuto uno scatto in avanti nella corruzione di oltre 35 posizioni. Non male. Ci voleva Mani pulite e Di Pietro e Colombo a mettersi a fare i viandanti della educazione politica e sociale scolastica. 

E mentre Colombo, Di Pietro e Davigo continuano le litanie social pedagogiche, con la pretesa di educare, ascoltatevi questa conferenza di Philip Willan sui poteri veri dell'Italia, non di imprenditori da strapazzo che pagano la mazzetta di mille euro per ottenere l'appalto della pulizia delle scale.Pasolini, nel suo inedito fino a pochi mesi fa romanzo dal titolo Petrolio, si era occupato molto del potere e delle sue mille trasformazioni e nascondigli: in particolare aveva considerato molto, con notizie ed imbeccate ottenute da ambienti molto insider, un preciso profilo di Eugenio Cefis, il successore di Mattei all'Eni e al potere più potente di quell'incrocio tra politica, quattrini e relazioni interne ed internazionali, spesso del tutto sotto traccia, al punto che di Cefis manca un volto pubblico, un intervista, un filmato e forse addirittura una foto. Eccolo il potere, è il volto senza faccia, la maschera vuota di chi siede su una poltrona e decide su chi e come deve apparire in società. Eccoci al discorso iniziale, a quel mio identificare i Berlusconi e personaggi come lui, ad esempio Craxi o Veltroni o Fassino, solo per fare dei nomi, ma l'elenco sarebbe lunghissimo e varrebbe anche per i politici ad esempio inglesi e ancor più quelli tedeschi, come dei semplici attori che conducono una macchina magari anche di loro proprietà, ma che certamente non sono liberi di condurre dovunque vogliono, per quelle che sono universalmente definite Regole del Sistema.
Alcuni, queste regole le hanno definite, altri si sono succeduti nell'amministrarle e farle eseguire e se qualcuno in italia ha questo potere, non è certo la famiglia Berlusconi. Penso alla Germania, dove le redini del potere politico sono strettamente detenute da una coalizione di famiglie che possiedono industrie e banche, e dove il ruolo di qualsivoglia Cancelliere, non potrà che andare, in caso di scontro, nella direzione determinata da chi controlla economicamente, miliardi di produzione e centinaia di migliaia di posti di lavoro. 


I De Rothschild facevano soldi anche con le donne di certo affare, vedi la Contessa di Castiglione, che intrattenendo relazioni sessuali con i potenti di mezzo mondo, otteneva informazioni che poi rivendeva ai potenti di turno, come ad esempio notizie su certi traffici commerciali e industriali, prima che fossero noti in Europa e alle borse, consentendo ai De Rothschild di fare grosse speculazioni.(sapete che Hitler era figlio di una relazione tra sua madre, cameriera e i potenti Mayer (vero nome dei Rothschild)?