State pronti, lunedì arriva Lavitola, quello che tutti aspettano.

Ha detto che Lunedì arriva in Italia (dopo aver assicurato che non si sarebbe mai
consegnato alla giustizia). Non ci credo molto, ma prima o poi dovrà pur rientrare, anche se tutto sarà amnistiato o prescritto e nessuno potrà comunque impedire di ascoltare le sue imprese dalla sua viva voce. Ma cosa potrà mai saltar fuori da  personaggi proteiformi, liquidi, vischiosi come i vari Lavitola del mondo? Lo si vuole
tenere in galera come ai tempi di manipulite? Attenzione, quella stagione è stata inutile e deleteria per la giustizia. Il capro espiatorio è sempre pronto ad entrare in scena. Ma se il marcio è nelle fondamenta, non si toglie con una spazzolata.
Sapete cosa penso? Che se veramente quelli che indagano possiedono delle prove lo rinviano a giudizio e fine della questione. Ha fatto carte false per ottenere soldi per un giornale? E allora? Non sarebbe meglio eliminare il finanziamento pubblico ai giornali? Al momento Lavitola è stato credo condannato in contumacia a 8 mesi. E allora? Tutti lo aspettano, ma secondo me da Lavitola non uscirà alcun caso clamoroso, meno che mai a carico del Berlusca. E non è rubare soldi ai cittadini, imponendo una contribuzione obbligatoria alla Rai e a giornali del tutto fallimentari? Che razza di pensiero libero può esprimere un giornale che vive al 90% di soldi sottratti alle tasche di pensionati e coglioni che mai lo leggeranno? Il bello è che a scagliare la prima pietra contro Lavitola saranno quelli di Liberazione, Manifesto, Libero e Unità, tutti ben foraggiati con i nostri soldini. Non parlo de Il Fatto perché so che rinuncia al finanziamento pubblico.
La telefonata che si ascolta nel video dice tante cose ma di giuridicamente rilevanti non dice proprio un fico secco, a meno che uno non possa parlare di quello che gli pare con chi gli pare. E poi: ma chi può credere che il Berlusca non sapesse di essere intercettato prima, ora e dopo? Se ha continuato a usare il suo  telefono e a fare le sue chiacchierate con amici e ragazze è perché il Berlusca ha voluto riaffermare un suo ideale. Sono un uomo libero e faccio quello che mi pare, avendo il diritto alla riservatezza e privacy. Male non fare e paura non avere. E a parlare al telefono con chi vuoi, non è un reato di per sé, altrimenti si aprono tristi, tristissimi scenari. E nessuno può arrogarsi il diritto di ascoltarti per prevenire eventuali reati. Si finisce dritti dritti in uno stato di polizia, tanto caro ai finiani e a certa componente degli ex comunistiani.