Il Sistema della Scuola Pubblica porta allo sfascio del Bel Paese.

Una semplice osservazione: la scuola pubblica obbligatoria è un
servizio dello Stato Carabiniere o Stato Gendarme, di fine ottocento, che accompagna il cittadino dalla culla alla tomba. Infatti, per assicurare una istruzione a tutta la popolazione, in particolare, a quella più povera e sfigata, gli stati post liberali, hanno istituito a fianco della scuola privata, un servizio di istruzione pubblica obbligatoria.
E' chiaro che questo servizio pubblico obbligatorio assorbe il 60% delle risorse scolastiche e serve a togliere dalla strada anche molti ragazzetti che altrimenti finirebbero ai margini della società, senza alcuna possibilità.
Ora, è anche vero che non c'è alcuna scuola, né privata, né tanto meno pubblica, che permette di rovesciare il proprio destino di classe sociale ed economica: O se volete, con le parole di Carlo d'Inghlterra: - Se bastasse mandare in un buon college privato il figlio del macellaio per metterlo alla pari con il figlio di un ricco industriale, si potrebbe gridare al miracolo -.

Quindi, è certo che la scuola dell'obbligo è solo un passo iniziale per costruire il futuro di una persona, senza poter affidare a questa istituzione altre pretese non realistiche. Ma è anche certo, che in un sistema talmente complesso come quello di oggi, sottomettere tutti i bambini e i ragazzi fino alla scuola media, ad un sistema di istruzione unificato, massificato ed omologante, è un suicidio collettivo, un sacrificio di molti futuri talenti che subiscono un lavaggio del cervello inutile o meglio, dannoso.
Pensiamo alle balle che vengono raccontate dai libri di storia e dalle maestre sul risorgimento, sull'unione d'Italia e sulle mirabolanti ingegnerie della costituzione italiana. Solo questo varrebbe un processo a chi se ne rende autore, e condanne morali di alto livello.

C'entra questo con il danno e lo sfascio dell'Italia, cui stiamo assistendo da almeno 30 anni?
Fate un poco voi. Per noi è chiaro che se si lavano i cervelli dei bambini, sottoponendoli a bombardamenti di messaggi religiosi (crocefissi, cristi e madonne, presepi, alberi e palle di natale ecc), se si portano in fila indiana a vedere come funziona un super mercato, se si indottrinano con nozioni fasulle e falsificate sulla costituzione e sulle norme spesso contraddittorie (a cominciare dallo stonato art.1: l'Italia è fondata sul lavoro. Ma siamo sicuri che non sarebbe stato meglio dichiarare che l'Italia è un paese che si fonda sulla libertà dei suoi cittadini?).

Quindi, lavaggi di cervelli e schiacciamento verso il basso, su nozioni fasulle o inutili, tipo quali sono gli affluenti del Po, si, siamo sempre alle solite robette demenziali, e in terza elementare.
Ma vogliamo capire che oggi serve lascia libere le energie dei bambini in modo da scorrere verso gli interessi  che li attraggono naturalmente? Che non serve un idiota che conosce la storiella di Mazzini e Garibaldi, l'eroe dei due mondi e Cavour, la Contessa di Castiglione e company? Che i ragazzi devono ad esempio fare esperienze libere di uso dei colori, composizioni di collage, ritagli di carta per fare vestiti, usare i programmi di disegno e ritocco sul pc e fare musica, esprimendola liberamente, altro che insegnare le scale, i modi, Frigia, dorica eccetera, magari a bambini che non hanno una attitudine per la teoria ma se posti davanti a uno strumento tirano fuori qualche bel suono?

Chiaro che poi, anche i più incalliti a parole, sostenitori del proletariato e dei vinti, come quel Santoro, sono costretti a mandare la figlia alle scuole private. E tra breve vedrete le figlie e figli dei Veltroni, delle Berlinguer e carrozzone ex comunista vario, che posti di rilievo si conquisteranno in società, lavorando nel cinema, media e moda, con corsi e master americani, con appartamenti acquistati dai padri nel centro di New York, con i proventi dei sudati libri che scrivono uno dopo l'altro, anno dopo anno. Loro, come si dice, possono. Non farebbero come loro anche gli sfigati che mandano i figli alla scuola pubblica sotto casa?

Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico.
Pier Paolo Pasolini, 14 novembre 1974

Ecco, affan... anche Pasolini, che si poteva risparmiare una stron.a come questa. Ma questo era il Pasolini intellettuale organico del Pci, sia pure se espulso per indegnità morale. La sua ultima fase di vita, è quella indicata nel 1974 in Abiura della Trilogia della Vita, in cui ributta in faccia alla sinistra e al Pci di Berlinguer tutta la concausa del mercimonio e dell'Omologazione (AL MERCATO E AL DENARO, AL CORPO GAUDENTE PRIVO DI UN CONTENUTO).  Ma comunque, ancora alle amministrative di pochi mesi prima della morte, continuava a voler credere nel Pci, quel Pci che lo aveva espulso con ignominia e i cui ex partigiani gli avevano trucidato il fratello. Quando uno vuole credere ad un sogno....

Continuiamo così, anche con i  21.000 nuovi prossimi assunti, tutta gente che finalmente potrà sedersi dietro la scrivania e tirare un bel sospiro di sollievo, potendo contare su 2.400 euro al mese. Il resto, se ne avanza... E questa sarebbe la gente per cui si doveva fare una rivoluzione? ma siamo seri, via.