Mazzini was The Evil Genius of Italy. Mazzini il genio diabolico italico.

Ci sono storici che ricostruiscono le appartenenze anche di Giuseppe Mazzini. Come possiamo immaginare,
non sono le smielate visioni tardo romantiche, cospiratorie di buoni carbonari, che si immolano alla causa della indipendenza nazionale e dell'autonomia. Il lavaggio del cervello che viene praticato sui bambini durante le scuole elementari e medie, si basa anche sull'instillare le nozioni di un risorgimento italico che poi ha condotto all'attuale italica Costituzione, descritta come un capolavoro legislativo.
Nella realtà, la costituzione italiana è quanto di più incerto, contraddittorio e spesso inestricabile groviglio di asserzioni, affermazioni di principi spesso contraddittori. Ad esempio lo stato si basa sul lavoro ma protegge il risparmio in ogni sua forma (che è come dire: devi lavorare ma se poi metti da parte tanti soldi, puoi anche farne a meno! Grazie stella!
Non era meglio affermare che l'Italia si regge sulla libertà dei suoi cittadini e sulla loro libera iniziativa e perseguimento dei desideri?

Ma torniamo subito sul bravo eroe nazionale, Giuseppe Mazzini, certamente caro ad ogni bambino delle elementatri, che non non pensano che a lui.
In realtà, è certo che i Baroni De Rothschild's hanno finanziato la loggia massonica di Mazzini, che innocentemente passava come Young Italy, e la vera azione della loggia segreta di Mazzini era inspirata e foraggiata dalla più potente macchina finanziaria del mondo, quella legata all'Impero Britannico, che sponsorizzava pesantemente anche l'ala più segreta dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith dell'Ordine di Sion, di cui il Primo Ministro britannico era emanazione, salvato dalla galera dai soldi dei suddetti Baroni, tale Benjamin Disraeli.

Anche in terra di Piemonte, i Baroni De Rothschild's finanziarono lo stato piemontese, che per ripagare i loro debiti utilizzò l'appropriazione delle casse del Meridione, ormai acquisito a territorio nazionale.

Mazzini, a sua volta, quando dovette mandare i suoi luogotenenti in America, dopo aver fatto esperienza all’interno della “Giovine Italia”, trovò la strada già spianata dal lavoro fatto da persone come l’ex generale sudista Albert Pike e l’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith» (2). 
«I primi italiani che misero piede in America seguirono le orme dei commercianti di tessuti che avevano posizioni di primo piano all’interno dell’Alta Massoneria ebraica dei B’nai B’rith. Anche New Orleans, la prima base dei Lehman e dei Lazard, divenne il punto di raccolta dei “picciotti” di Mazzini. Durante il periodo delicato e caotico, che seguì la Guerra Civile americana, gli uomini legati a Mazzini agirono come veri e propri sabotatori del processo di pacificazione della repubblica americana. 
Quest’opera di sabotaggio li vide impiegati nella guerriglia condotta dal generale Pike contro il Governo federale di Lincoln e costituì uno dei primi esempi di attività mafiosa negli Stati Uniti. Operazioni della malavita a New Orleans, per conto della mala palermitana, che facevano capo a Mazzini e, tramite lui, a Disraeli. Che dietro il crimine ci fossero persone al di sopra di ogni sospetto era di pubblico dominio.
La parola “M.A.F.I.A.”, infatti, era spiegata con l’acronimo (3):
M=Mazzini 
A=Autorizza 
F=Furti 
I=Incendi 
A=Attentati.
Le prime reti mazziniane cominciarono ad essere attive nel periodo precedente alla Guerra Civile (1860-1865). “I gruppi mafiosi di New Orleans, New York e Palermo erano società separate - scrive l’importante storico di quel periodo, D. L. Chandler - ma cooperavano strettamente. Un membro che riceveva adeguati appoggi poteva essere spostato da una città all’altra, da una famiglia all’altra” (4).
Verso la fine della Guerra Civile americana, la Mafia di Disraeli (e quindi di Mazzini - n.d.r.) era capeggiata da un certo Joseph Macheca, capo di una banda che, secondo testimonianze dell’epoca, svolgeva un’attività che era indistinguibile da quella del Ku Klux Klan (di cui uno dei fondatori fu proprio il generale Albert Pike - n.d.r.). Nel 1868, Macheca organizzò, a New Orleans, la campagna elettorale presidenziale a favore del candidato democratico Horatio Seymour contro il repubblicano Ulysses S. Grant, il generale che aveva portato alla vittoria il Nord e che divenne, poi, il Presidente degli USA. I fondi e le direttive politiche arrivavano a Seymour da August Belmont, colui che i Rothschild designarono come loro rappresentate ufficiale negli Stati Uniti.
Il giornale di New Orleans “Picayune” ci descrive la campagna elettorale nei seguenti termini: “Questo popolare e singolare gentiluomo (Macheca) aveva organizzato e dirigeva una compagnia formata da 150 siciliani, conosciuta col nome di Innocenti. La loro uniforme era costituita da un mantello bianco con una croce maltese sulla spalla sinistra. Giravano armati e quando marciavano per le strade sparavano ad ogni negro che vedevano. Si lasciavano dietro le spalle una scia di decine di negri uccisi. Il Generale James E. Steadman, che coordinava la campagna (elettorale di Seymour) vietò altre parate ed il gruppo fu sciolto”(5)» (6).

1 K. Kalimtgis, D. Goldman, J. Steinberg, “Droga S.p.a.”, Edizioni Logos, Roma 1978, p. 12. 2 Idem, p. 41. 
3 Charles William Heckethorn, “The Secret Societies of All Ages and Countries”, vol. I e II, 1875 (New York University Books Inc., 1965). Si veda anche: David Leon Chandler, “Brothers in Blood”, New York, E.P. Dutton Co. Inc., 1975, p. 31.
4 David Leon Chandler , op. cit.., p. 103. 
5 Idem, p. 75. 
6 Kalimtgis, Goldman, Steinberg, op. cit., pp. 42-43 



In questo video è spiegato perché il titolo dell'articolo. Si riferisce alla lettera ritrovata di Albert Pike a Mazzini del 1871, noto massone e satanista, protagonista di vicende notevoli e criminali...


Albert Pike (1809-1891), massone del 33° grado, Sovrano Gran Commendatore del

 Supremo Consiglio del R.S.A.A. (Rito Scozzese Antico e Accettato) della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti.
Membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo, e membro del K.K.K, Ku Klux Klan.
Amico del frammassone Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini, frammassone fondatore della "Loggia Propaganda P1" (da non confondersi 
con la "Loggia Propaganda P2" fondata da Adriano Lemmi nel 1875) e 
della "Prima Internazionale Comunista" ("L'altra faccia di Carlo Marx", ed. Uomini Nuovi).


Gurdijeff ripartisce l'umanità su quattro cerchi concentrici. Passando dal centro verso la circonferenza Gurdijeff individuava dapprima un cerchio interno: "che riunisce gli umani completamente svegli (= gli uomini "rigenerati" attraverso la magia, gli alti iniziati, i maghi, N.d.R.), capaci di svegliare coloro che hanno selezionato. Tra questi adepti non vi può essere discordia. La loro attività è profondamente coordinata e li conduce verso uno scopo comune, senza la minima deviazione o costrizione” Viene poi il cerchio mesoterico, intermedio, i cui membri sono a conoscenza degli scopi da raggiungere, ma non ancora in grado di tradurli in azione. Essi, riferisce il nostro autore, "sanno più di quanto non facciano". Il terzo cerchio, exoterico, "cerchio esterno della parte interna dell'umanità". Gli uomini che vi fanno parte hanno "molte conoscenze in comune con i membri dei gruppi precedenti, ma il loro sapere iniziatico - la loro conoscenza - è più astratto di quello dei mesoterici". Costoro "calcolano" ovvero - fuor di metafora - eseguono al meglio. Il quarto cerchio descritto da Gurdijeff è il cerchio esterno, “il cerchio di Babele o della confusione delle lingue", dell'umanità addormentata, dei non iniziati, dei "trascurabili" di Arthur Machen. Esso costituisce la mandria dei montoni protagonisti di una storia edificante che il Gurdijeff amava raccontare ai suoi discepoli e che affidiamo al giudizio del lettore. Eccola: "C'era una volta un mago ricco e avaro che possedeva molte mandrie di montoni. Non assoldava pastori né recingeva i pascoli. I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei burroni e soprattutto scappavano all'avvicinarsi del mago, poiché avevano sentore di quel ch'egli faceva della loro carne e del loro vello. Cosicché il mago trovò il solo rimedio efficace. Ipnotizzò i montoni e suggerì loro per prima cosa che essi erano immortali e che il fatto di scorticarli era eccellente per la loro salute. Poi, suggerì loro che egli era una buona guida, pronta a qualsiasi sacrificio per i suoi cari montoni che non erano più montoni. A questi ultimi suggerii che erano leoni, aquile o perfino maghi. E così il mago visse senza preoccupazioni. I montoni rimanevano sempre accanto alle mandrie, e aspettavano con serenità il momento in cui il mago li avrebbe tosati e sgozzati”. Particolarmente illuminante il pensiero del matematico polacco J.M. Hoene Wronsky (1778-1853) - un mago che influenzò profondamente Eliphas Levi, membro dell'Ordine Cabalistico della Rosacroce - che dà ragione dei motivi di quello scambio osmotico che dall'alto della piramide sinarchica infiltra i livelli inferiori: "Tutte le società segrete esistite e esistenti ancora sulla nostra terra, tutte mosse da molle misteriose che le fanno dominare il mondo malgrado i governi, nascono in uno scenario mistico. Queste società segrete, create a misura del bisogno, sono distaccate in gruppi in apparenza distinti e opposti. Esse professano rispettivamente, di volta in volta, le opinioni storicamente più contrastanti per guidare separatamente e con efficacia tutti i partiti politici, religiosi, economici e letterari, ma si ricollegano a un centro comune quando devono ricevere appunto, una direzione comune". E’ l'Ordo ab Chao sintesi della dottrina massonica, così ben descritto nella sua essenza dal grande iniziato R. Guénon: "Ricorderemo ancora, senza insistervi oltre misura, un altro significato di carattere più particolare [...]: l'utilizzazione, per farle concorrere alla realizzazione dello stesso piano d'insieme, di organizzazioni esteriori, inconsapevoli come tali di questo piano, e apparentemente opposte le une alle altre, sotto una direzione "invisibile" unica, la quale è - essa - al di là di tutte le opposizioni. [...]. In se stesse le opposizioni, per l'azione disordinata che generano, costituiscono di fatto una specie di "caos" (assumendolo in qualche modo come la "materia" su cui si esercita l'azione dello "spirito" rappresentato dalle organizzazioni iniziatiche dalla natura più elevata e più "interiore") alla realizzazione dell’ordine" generale [...]. Perché le cose siano effettivamente così, occorre che ciò che presiede all’ordine" adempia, nei confronti del mondo esteriore, la funzione di "motore immobile" Giova ripetere che sarebbe erroneo credere che tutti i membri di una società segreta siano coscienti dei suoi scopi occulti. Il pretesto ostentato di filantropia, studi filosofici, letterari, artistici o altri le servono ad ottenere l'adesione di personalità eminenti (tenute accuratamente all'oscuro delle sue reali intenzioni) che le apportano una garanzia morale necessaria alla propria "copertura". E il caso dei cerchi esterni delle sessioni riservate di consessi come il Bilderberg, spesso popolate di figure pregevoli, o di quello, emblematico, del conferimento a Madre Teresa del premio Nobel per la Pace , mentre la quasi totalità degli insigniti di tale ordine di onore brilla per la sua appartenenza ad alte associazioni massoniche. Soccorre una volta ancora l’autorità del Guenon: “[…] vi sono molti Massoni, dovrebbe dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della Massoneria […]

 Note: (1) P. Mariel, Le società occulte che dominano il mondo, cit., p. 7. Club come il Rotary, il Rotaract, il Lions, il Kiwanis, la Round Table (da non confondersi con quella di C. Rhodes, di ben altro spessore!), il Soroptimist ecc., servono agli iniziati da "riserve di pesca”: del resto il Rotary, il più noto e antico fra detti club incontestabile veicolo, al pari degli altri, degli ideali massonici di fraternità, solidarietà e universalità venne fondato a Chicago il 23 febbraio 1905 da un massone d'alto rango, l'avvocato Paul F. Harris (1868-1947) e da altri 3 colleghi, massoni come lui. (v. P. Rosario Esposito, Le grandi concordanze tra Chiesa e Massoneria, Firenze, Nardini editore, 1987, p. 335). In quel libro, al capitolo IX, il paolino P. Esposito sottolinea la matrice e l'ispirazione massoniche dei Rotary). Riferisce Omero Ranelletti nel suo li Rotary e la Chiesa Cattolica ("Quaderni di Realtà Nuova", Milano, Istituto Culturale Rotariano, 1991) che nel 1981 Giovanni Paolo li ricevette dalle mani dei Presidente internazionale le insegne di "Paul Harris FelloW (p. 13), e che: "oggi fra i rotariani italiani si annoverano ben 5 cardinali, dieci arcivescovi, diciannove vescovi e tanti prelati" (ivi). Per l'appartenenza di Giovanni Paolo Il al Rotary v. anche la rivista ufficiale dei Rotary italiano dei 9 settembre 1986, lettera intitolata Una precisazione sull'articolo: “La massoneria va a Canossa?", ripresa dalla rivista della massoneria italiana Híram, nov.-dic. 1986, a firma di Lamberto Mosci, Governatore dei 203' distretto rotariano. Qui l'Autore, prendendo spunto da una riunione dei Rotary torinesi, alla quale intervenne l'allora Gran Maestro della massoneria italiana, Armando Corona, dopo aver esaltato i "valori spirituali comuni alla massoneria e al Rotary Club", fa presente che è caduta la scomunica nei confronti della massoneria e i divieti canonici nei confronti dei Rotary. A sostegno dei suo assunto afferma, né risulta che questa autorevole e pubblica affermazione sia stata smentita, che 1o stesso Pontefice Giovanni Paolo Il è un Paul Harris FelloW, vale a dire un rotariano. Il fatto è tanto più sconcertante quando si apprende che la "Rotary Foundation" sostiene la diffusione dei Notiziario della Buona Volontà Mondiale, organo neopagano e neognostico del Lucis Trust, (v. supplemento al numero 1/1995 dei detto Notiziario).