Decine di giornali chiuderanno senza soldi pubblici. Dobbiamo piangere?

Come previsto, inizia il solito piagnisteo dei numerosi direttori e onesti lavoratori
di molte pubblicazioni che senza il finanziamento pubblico (cioè senza i nostri soldi), sono a rischio chiusura (perché questa gente non era nemmeno in grado di aprire senza soldi nostri, capito?).
Tra poco sentiremo le solite carampane che piagnucolando nei vari spazi televisivi, ci avvertiranno che il Paese si impoverirà senza la pluralità dei giornali, senza considerare che un giornale, da che mondo è mondo,


è un prodotto editoriale, non un ente che riceve l'assistenza pubblica.
Comunque, state tranquilli, sappiamo che il finanziamento sarà ulteriormente ridotto ma comunque ci sarà ancora, anche dopo le elezioni, anche se Grillo prendesse il 20%, dal momento che ci sarà un governissimo anche nel futuro.
Almeno, che i giornali la finissero di raccontarci balle, come i telegiornali e rendessero una informazione più terza è pulita, principalmente senza far apparire sempre le solite personacce e le solite firme, che ormai non dicono più niente. Chi può leggere La Stampa solo perché Gramellini è in televisione da Fazio?

Certo, il sogno sarebbe vedere Scalfari o Gramellini o il geniaccio fricchettone-libertario, Andrea Scanzi, ormai un astro nascente che non cresce più, tra La Strampa, il Fatto, Il Mucchio e programmi televisivi di vario e eterogeneo contenuto, un tuttologo tipico di certo giornalismo giovanile, un furore mediatico che però non è ricompensato come in altri casi (Vespa su tutti, che forse potremo buttare fuori dalla Rai entro una decina di mesi), aprirsi un bel blog e preoccuparsi di trovare lettori con le loro sole forze, come fanno migliaia di blogger. Capito?

Ma poi, cosa dire di tutti quei ragazzetti che pur di entrare nel mondo del giornalismo sono pronti a fare di tutto, per pochi euri al giorno, quando il capo redattore si becca 120-160 mila euri lordi l'anno?

N.B. Non discuto delle capacità lavorative di un Vespa, solo che lo vorrei veder cacciato fuori (non certo a calci), dalla Rai, tutto qui, sarebbe bello vedere uno che prende Vespa durante una delle sue melense puntate e lo accompagna fuori dalla Porta a Porta. In diretta, con ordine firmato dal capoccione Rai.


Fallimento: Forse a non molti in Italia è familiare il nome della Frankfurter Rundschau, ma è uno dei 10 quotidiani nazionali più importanti in Germania, per il 40% di proprietà della Ddvg, gruppo editoriale della Spd, il partito Socialdemocratico. Facendo un paragone con igiornali italiani, è come se chiudessero, per tiratura, Il Giornale o l’Avvenire, o la Nazione. Come area politica di riferimento, è come se fossero falliti, insieme, l’Unità e il Manifesto.