Federica Salsi, la bella faccetta del M5S e il curriculum misterioso.

Il curriculum del mistero sarebbe il titolo più intrigante.

 Sto vedendomi in televisione la bella faccetta di tale Federica Salsi, che se non erro, apprendo essere una consigliera del M5S a Bologna. Cerco subito con google e nella barra mi si appaia il curriculum, che però, stranamente non compare, né mi salta fuori anche ad una ricerca più specifica. In compenso trovo questo sul sito dei cool, Fascbuc

Profilo di
 Federica Salsi Consigliere Comunale a Bologna per il Movimento 5 Stelle.
 Biografia Perchè ho deciso di fare politica? Ho letto Gomorra, di tanto in tanto dovevo chiuderlo e metterlo via. Mi trovavo con gli occhi pieni di lacrime e non riuscivo più a leggere…. Ho letto La Casta, di tanto in tanto dovevo chiuderlo e metterlo via. Accidenti se mi arrabbiavo. Poi mia figlia, quando aveva 9 anni, un giorno mi ha chiesto: Mamma, ma non si possono mettere in galera quelli che fanno le ggi come il Lodo Alfano? Ne avevano parlato a scuola…. Allora le ho risposto: Ci stiamo lavorando. Potevo mai dire ad una bambina di 9 anni che quelle persone che si stavano facendo quelle leggi dovevano già essere in galera e facevano quelle leggi proprio per non andarci? Ho mandato giù i bocconi amari di Gomorra, de La Casta, de L’odore dei Soldi e di tutti gli altri capolavori che raccontano l’altra Italia a coloro che vogliono aprire gli occhi. Ho rimboccato le maniche e ora sono qua. SIAMO NOI IL CAMBIAMENTO CHE VOGLIAMO, CON IL NOSTRO ESEMPIO NELLA VITA QUOTIDIANA.

 Bellissimo, splendido, questo è il vero cambiamento. Poi, sempre su google, si trova questa bagarre ad un concorso pubblico per l'ambito posto alla cineteca comunale di Bologna (di solito è la biblioteca al centro delle lotte più feroci, e pensare che ai miei tempi, lavorare in biblio era considerato un lavoro da minorati mentali):
 Bagarre in Comune sugli assunti in Cineteca. Pdl - Il Fatto Quotidiano www.ilfattoquotidiano.it › Emilia Romagna 3 mar 2012 – Più informazioni su: Alberto Ronchi, Cineteca, Federica Salsi, ... Unico evidente ostacolo: i più di 1500 curriculum provenienti da tutta Italia e ..

Su Twittpolitico.it, trovo, in diretta, ore 20 circa del 30 Ottobre 2012 Ballarò ‏@RaiBallaro #salsi su #berlusconi: è una pagina politica molto triste, è un problema di rinnovamento delle persone.

 Su l'indice de L'unità: CASO LOMBARDELLI Donini: «Marco in buona fede, il - l'Unità.it cerca.unita.it › Risultati di ricerca 29 dic 2011 – ... erariale, della leghista Lucia Borgonzoni e della grillina Federica Salsi. ...«non è possibile che nessuno abbia controllato il suo curriculum di ... - - -

08 Ottobre 2011 UN ALTRO GOL A 5 STELLE, un'altra goccia per la trasparenza.
 DI MASSIMO BUGANI Bologna -
 COMUNE BOLOGNA. NORMA ANTI-NEPOTISMO PER GLI INCARICHI. C'E' L'OK BIPARTISAN: VA TUTTO ONLINE, CONSULENZE COMPRESE (DIRE) Bologna,7 ott. - 

Consulenze online e norma anti-nepotismo a Palazzo D'Accursio. Questa mattina la commissione Affari generali ha licenziato due ordini del giorno che prevedono la pubblicazione online di decisioni amministrative. Nel primo caso, si tratta di un testo presentato dal capogruppo M5s Massimo Bugani che ha trovato un consenso bipartisan, che va da Lega e Pdl al Pd. L'odg prevede la creazione di un'anagrafe dei nominati e dei rappresentanti del Comune in enti e societa'. Oltre a curriculum e redditi, verranno messi online anche gli eventuali "rapporti di parentela o affinita' fino al terzo grado con eletti a cariche politiche", al secondo grado "con dipendenti dello stesso ente o aziende presso cui sono chiamati ad operare", nonche' "rapporti di
lavoro, di parentela o affinita' fino al terzo grado con dipendenti, dirigenti, titolari o soci di maggioranza di aziende fornitrici dell'ente presso cui sono chiamati ad operare". Mai un caso Fondazione Aldini Valeriani, insomma, in municipio. Ma si puo' sempre fare di piu'. "E le coppie di fatto?", si chiede la democratica Raffaella Santi Casali seguita a ruota dal vendoliano Lorenzo Cipriani, che si dice "favorevole ad aggiungere le coppie di fatto quando verranno riconosciuti i diritti alle coppie di fatto". Risposta di Bugani: "Sarebbe interessante sapere anche gli amanti, ma intanto diamo un primo assaggio di trasparenza".
Sempre il sito di beppegrillo,it riporta i cedolini paga di tutti i consiglieri adel movimento, e so che la nostra bella e brava Federica si è presa una somma netta, per Agosto 2012, credo, di 1.706 euri. 
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 Insomma, cosa posso dire? Poco, mi sembra di poter dire veramente poco. Dico quello che mi viene in mente, shout, come si dice, la verità che mi rappresenta, non un oracolo. Allora, la signora, perché su Faciobuc c'è scritto che la nostra ha una figlia di 9 anni, mi sembra una brava ragazza, borghese, sicuramente dotata di buon equilibrio mentale e di carattere stabile, ben centrato. E' di aspetto e segnali tipicamente della medio borghesia, e quindi diversa da me che provengo da una famiglia di operai, e madre casalinga, cui nonostante le mie lauree e studi, pagati lavorando, come si capisce, perché altrimenti col cavolo che sarei laureato, continuo a sentirmi di provenire e in parte di appartenere, nonostante la gentaccia che ho scoperto far parte di questa mia estrazione sociale, pronta a vendersi per un bicchiere di lupini.
Cosa altro dire; che attendiamo altre conoscenze, altri segnali, altro in tutti i sensi, per poter realmente cambiare in modo abbastanza netto il nostro modo di vivere e vedere il mondo. Premetto che a me, da almeno 25 anni, di cambiare le cose esterne, non mi importa meno che nulla, dopo le testate picchiate con Lotta Continua fino al 1980, compreso, con impiego di molto tempo, vituperazioni, denunce e tutto quello che viene addosso a chi si infila in attività riformatorie di tipo politico, come quelle dei miei tempi. Ci vogliono ben altri modelli, rispetto a quelli forniti, almeno a vedere l'analisi espressivo facciale e i segnali emessi dalla signora o dottoressa o consigliera Federica Salsi. 
Per dirla con poche parole, mi sembra quasi di capire più il linguaggio del vituperato o decantato Matteo Renzi, che naturalmente non voterei neanche se mi fucilassero. Bene, il tempo ci dirà presto, credo, nel giro di non più di tre anni, se la gente che si chiama M5S sarà portatrice di un nuovo modo e stile di vita. Come già espresso in diversi forum e Chat riservati, sono del parere, per quanto conoosco, che tra furbetti scaltretti alla Fabio Fazio, Andrea Scanzi e Giovanni Favia, e una quantità di infiltrati o di corpi estranei che non c'entrano nulla con la vera filosofia del M5S, tutto finirà per implodere anche prima dei tre anni. Sapete che raramente (quasi mai) sbaglio le mie previsioni. Potrei anticipare che ci sono guai in vista sulla finanza rossa e sui valori, ma tanto, lo sanno tutti, quindi meglio non dire nulla, vero Macchiarini?

Pace e Amore a tutti da  albertus    CONTINUA A LEGGERE  ----->


la scomunica di Beppe Grillo

Grillina in tv, arriva  <br />la scomunica di Beppe Grillo
Nuova scomunica in casa Grillo. A fare compagnia al consigliere regionale Giovanni Favia (reo di un ormai celebre fuori onda a Piazzapulita su La7 in cui attaccava Gianroberto Casaleggio e definiva la sua gestione del Movimento 5 Stelle come «non democratica»), arriva oggi anche Federica Salsi.Lei, consigliera comunale di Bologna, si è macchiata del «reato» di essere andata in televisione: ieri sera, infatti, era ospite a Ballarò. Insieme a Gianni Alemanno e Matteo Renzi, con Rosario Crocetta in collegamento dalla Sicilia. Era in tv, Federica, infrangendo quello che era stato già qualche tempo fa un diktat chiaro e diretto di Beppe Grillo: mai più televisione.
Ecco perché oggi sul blog del fondatore del Movimento 5 Stelle compare un post dal titolo inequivocabile: «Il talk show ti uccide. Digli di smettere». L’attacco è contro chi è andato alla ricerca del «punto G, quello che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show». Chi cerca «l’atteso quarto d’ora di celebrità di Andy Warhol».
Non la cita mai per nome. Nel post, Grillo non si rivolge direttamente a Federica Salsi. Ma a fugare ogni dubbio ci pensano i commenti. Sul blog di Grillo, sulla bacheca di Facebook della stessa Federica. Sul social network gli amici si complimentano con lei per la sera prima. Ma insieme ai commenti benevoli compaiono, in schiacciante predominanza, quelli di militanti indignati.Un utente, Gianluca, condivide il link del post di Grillo e così commenta alla Salsi: «Dovevi chiedercelo e in massa ti avremmo detto di no e qualche si. Fede, l’hai fatta grossa, il megafono ha abbastanza ragione. Scusa». Il «megafono» è il verbo di Grillo, che così attacca dal suo blog: «A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità. Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate».
E se lo share del programma aumenta, si legge sul blog del comico, «tutto merito tuo, trattato e esibito come un trofeo, come un alieno, una bestia rara e, contemporaneamente diminuisce il consenso per il Movimento a cui appartieni o dici di appartenere».
Il punto, dice Grillo e ripetono i sostenitori nei commenti e sulla bacheca della consigliera, è che «Chi non conosce nulla del MoVimento e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente (con voluttà?) opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un’ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto».Tra i pochi a difendere Federica Salsi c’è proprio Giovanni Favia,

Il sostegno di Di Pietro a Grillo è corrisposto. Il comico genovese lo candida alla Presidenza della Repubblica. Attacca invece la consigliera comunale di Bologna del M5S, rea di aver partecipato a “Ballarò”: ”I talk show sono il vostro punto g”, aveva detto Grillo.
E il giorno dopo lei risponde. “Grillo è una delusione. Ha mostrato di essere vittima dellacultura berlusconiana di questi anni. E’ stato veramente sgradevole. Un maschilista come altri. Dare una connotazione negativa ad una qualità delle donne è roba da Medioevo. Veramente degradante”.

Grillo: “Di Pietro uomo onesto. Persona giusta per il Quirinale”

Il comico genovese sul suo blog lancia la candidatura del leader dell'Italia dei Valori a Presidente della Repubblica. Riconosce che ha commesso l'errore di "inserire candidati impresentabili come De Gregorio e Scilipoti" oltre ad avere "allevato piranha e squali". Ma in Parlamento è "l'unico che si è opposto al berlusconismo"



Sotto riporto un incredibile, quanto spettacolare per come è fatto, articolo di DAGO, come esempio di come si fa un blog sul web. Dago, vali l'abbonamento dieci volte!!
Dopo il Cinzia Gate, siamo alla Segretaria Gate. Insomma, si tratta di crepe, che naturalmente aprono intere voragini, se solo si avesse tempo per scavare bene, sotto la polvere.



1- L’AFFARE DELLA SEGRETARIA A SBAFO DI BERSANI PAGATA DAI CONTRIBUENTI SI INGROSSA: UNA TRUFFA DA 150MILA EURO, UN ANNO E MEZZO DI STIPENDIO DA "SEGRETARIA" - 2- INDAGATO ANCHE L’EX CAPO DI GABINETTO DI ERRANI (CONSIGLIERE CAPO DELLA CAMPAGNA DI BERSANI). L’ACCUSA È ABUSO D’UFFICIO. IL FINIANO RAISI: “ZOIA VERONESI NOMINATA DIRIGENTE SENZA ESSERE LAUREATA, È UN’ANOMALIA”. IL MISTERO DELL’UFFICIO FANTASMA DI ZOIA: CREATO CON LEI NEL 2008, VIENE SOPPRESSO APPENA LO LASCIA NEL 2010 - 3- L’EX CAPO DI GABINETTO DI ERRANI NON CI STA A FARSI IMPALLINARE: “NON DECISI DA SOLO” - 4- LA NOMINA DELLA SEGRETARIA DI BERSANI PASSÒ DUE VOLTE IN GIUNTA. L’AFFAIRE SI ALLARGA DIRETTAMENTE AL GOVERNATORE VASCO ERRANI, FEDELISSIMO DI CULATELLO -


Pier Luigi BersaniPIER LUIGI BERSANIPierluigi BersaniPIERLUIGI BERSANI
1- BOLOGNA. SEGRETARIA BERSANI, SOLAROLI INDAGATO ABUSO UFFICIO
EX CAPO GABINETTO ERRANI FIRMO' DETERMINA PER DISTACCO

(DIRE) - L'ex capo di gabinetto di Vasco Errani, Bruno Solaroli, e' indagato per abuso d'ufficio nell'inchiesta della Procura di Bologna sull'incarico affidato nel maggio del 2008 a Zoia Veronesi, l'ex segretaria di Pier Luigi Bersani, incaricata dalla Regione Emilia-Romagna di stare a Roma per curare i rapporti col Parlamento. Se Veronesi e' accusata di truffa (gli inquirenti credono che in realta' non abbia mai svolto l'attivita' per cui e' stata pagata dalla Regione per un anno e mezzo, a Solaroli e' contestato l'abuso d'ufficio, per aver firmato la determina in cui ha nominato Veronesi 'dirigente professional' e le ha dato l'incarico di curare i rapporti con le istituzioni centrali e il Parlamento. (SEGUE)

2- SOLAROLI INDAGATO DA TEMPO
(DIRE) - L'iscrizione nel registro degli indagati di Solaroli, a quanto si apprende, e' abbastanza 'datata'. Avvenne poco dopo l'apertura del fascicolo, che ipotizzava l'abuso d'ufficio sulla base dell'esposto presentato dal deputato Fli, Enzo Raisi, nel marzo del 2010.
PIERLUIGI BERSANI E VASCO ERRANIPIERLUIGI BERSANI E VASCO ERRANIpier luigi bersaniPIER LUIGI BERSANI
Poi la posizione di Solaroli e' rimasta ferma, mentre le indagini affidate alla Guardia di finanza dal pm Giuseppe Di Giorgio, proseguivano. Ora che gli accertamenti sono arrivati a un punto d'arrivo (gli inquirenti non hanno trovato traccia del lavoro svolto da Veronesi a Roma in quell'anno e mezzo) e che la Procura ha deciso di contestare a Veronesi la truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna (le e' stata inviato un avviso di garanzia un paio di settimane fa), la posizione di Solaroli potrebbe cambiare.
Potrebbe, forse, essere chiamato a rispondere della truffa in concorso con la segretaria storica di Bersani. Di certo il suo ruolo, in questo momento, e' nel mirino degli inquirenti, che hanno acquisito tutte le carte relative al suo incarico a Roma e studieranno bene le determine firmate da Solaroli, all'epoca capo di Gabinetto di Vasco Errani, per attribuire il ruolo di "dirigente professional" a Veronesi e per darle l'incarico. Raisi, nell'esposto, ipotizzava che si fosse trattato di un 'sistema' architettato a tavolino per permettere a Veronesi, fino ad allora in servizio al ministero come responsabile della segreteria di Bersani, di rimanere a Roma per occuparsi di Bersani dopo la caduta del Governo Prodi.
BERSANIBERSANIsolaroli brunoSOLAROLI BRUNO
3- RAISI: VERONESI DIRIGENTE SENZA LAUREA, ANOMALIA - "NON SI PUO' FARE IL DIRIGENTE PUBBLICO E LAVORARE PER PARTITO"
(DIRE) - In Emilia-Romagna "c'e' un sistema che purtroppo confonde spesso Stato e partito. Ma sono due cose diverse: non si puo' fare il dirigente pubblico e lavorare per il partito". Enzo Raisi, deputato Fli, torna sull'inchiesta che vede indagata per truffa Zoia Veronesi, segretaria storica di Pier Luigi Bersani: inchiesta innescata proprio da un suo esposto presentato nel 2010. "Oggi- dice Raisi dai microfoni di Radio Tau- prendo atto che quegli esposti (il deputato, all'epoca del Pdl, ne presento' diversi, ndr) avevano la loro fondatezza".
Dunque c'e' la "soddisfazione di aver fatto il mio dovere. Mi dispiace che la notizia su Veronesi sia uscita adesso, in tempo di primarie, ma io gli esposti li ho presentati piu' di due anni fa...". La Procura, aggiunge Raisi, dice che del lavoro di Veronesi a Roma (dove avrebbe dovuto occuparsi dei rapporti col Parlamento per conto della Regione), non c'e' traccia: "Fra l'altro fu cooptata, non ci fu neanche un concorso, e Veronesi non e' laureata, cosa anomala" per chi ha un incarico da dirigente.
VASCO ERRANIVASCO ERRANI
Quanto al suo incarico, "io sono stato eletto deputato nel 2001, ma Veronesi non l'ho mai conosciuta: un'altra anomalia". Su Facebook interviene nella vicenda anche Federica Salsi, consigliera comunale a Bologna del Movimento 5 stelle: "Il Pd ha il vizietto... assumere persone con la qualifica di dirigente che pero' non possono avere perche' non laureate", dice richiamando il caso di Marco Lombardelli a Palazzo d'Accursio. L'ex capo di gabinetto del sindaco Virginio Merola scelse poi di dimettersi.
ZOIA VERONESI SEGRETARIA DI BERSANIZOIA VERONESI SEGRETARIA DI BERSANI
4- L'UFFICIO ROMANO DELLA VERONESI: ISTITUITO CON LEI NEL 2008, SOPPRESSO NEL 2010 APPENA LO LASCIA
Scrive Francesco Alberti su "Il Corriere della Sera": Quando cade il governo, la situazione si fa confusa. A maggio 2008, la Regione Emilia-Romagna istituisce a Roma la figura dirigenziale di «Raccordo con le istituzioni e il Parlamento», poltrona sulla quale 3 giorni dopo siede la Veronesi, per rimanerci fino al 2010. Sono questi 18 mesi sotto la lente dei magistrati. Raisi sostiene che la signora in realtà lavorava per Bersani.
E che di quell'ufficio di «Raccordo» non c'era alcun bisogno, dato che «la Regione dispone di una struttura con una decina di dipendenti a Roma in via Barberinv». Resta il fatto che nel 2010, quando la Veronesi si dimise (per essere assunta dal Pd), l'ufficio viene soppresso. Ora la segretaria è attesa dal pm Giuseppe Di Giorgio, mentre Raisi si toglie sassolini dalle scarpe: «La Procura è cambiata: prima i miei esposti venivano frettolosamente archiviati...».
Enzo RaisiENZO RAISI
5- SOLAROLI SORPRESO MA TRANQUILLO: NON DECISI DA SOLO - "NON SI PUO' PIU' PROMUOVERE DIPENDENTE? MA DOVE SIAMO ARRIVATI?"
(DIRE) - "Non mi aspettavo di essere indagato, ma sono assolutamente tranquillo sul mio operato". Bruno Solaroli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Vasco Errani, commenta a caldo la notizia che lo vede indagato per abuso d'ufficio nell'inchiesta portata avanti dalla Procura di Bologna sul distacco a Roma di Zoia Veronesi, la segretaria storica di Pier Luigi Bersani, indagata per truffa.
PIERLUIGI BERSANIPIERLUIGI BERSANI
Solaroli, poi, mette in dubbio che l'atto con cui a Veronesi fu affidata la qualifica di dirigente professional fosse una sua determina: "Potrebbe anche trattarsi di una delibera di giunta, non ricordo. Dovrei guardare tra le carte". In realta' pero' l'esposto presentato dal deputato Fli Enzo Raisi, e che innesco' tutta l'inchiesta, parla espressamente di determine. In ogni caso, "il mio non fu un atto discrezionale, non decisi da solo. Feci una proposta". E anche se fosse stata la Giunta regionale a decidere su Veronesi, "avra' diritto o no di promuovere un dipendente? Ma dove siamo arrivati?", si chiede Solaroli. L'ex capo di gabinetto non ha intenzione per ora di chiedere di essere sentito in Procura: "Aspetto di vedere cosa accadra', io ufficialmente non so ancora niente, le notizie le leggo dagli organi di stampa". E al momento Solaroli non sa neanche se nominera' un legale.

6- SOLAROLI ALLARGA: NOMINA SEGRETARIA DUE VOLTE IN GIUNTA
L'EX CAPO DI GABINETTO DI ERRANI INDAGATO IMPOSTA LA SUA DIFESA

(DIRE) - E' vero che la qualifica di Zoia Veronesi come "dirigente professional" fu attribuita con una determina firmata dall'allora capo di gabinetto del presidente della Regione, Vasco Errani, Bruno Solaroli. Ma e' altrettanto vero che la decisione passo' per due volte in Giunta. A ricostruire le tappe e' lo stesso Solaroli, che, si e' appreso oggi, e' indagato per abuso d'ufficio nella stessa inchiesta portata avanti dalla Procura di Bologna (titolare e' il pm Giuseppe Di Giorgio) e che vede Veronesi indagata per truffa aggravata. La segretaria storica del leader Pd Pier Luigi Bersani, ripercorre Solaroli, "aveva la qualifica di 'dirigente professional' fin dal primo gennaio del 2002".
pier luigi bersaniPIER LUIGI BERSANI
Non fu quindi lui a dargliela, visto che arrivo' in viale Aldo Moro nel 2003. "La qualifica la mantenne fino al 2006, quando entro' in aspettativa per seguire Bersani al ministero dello Sviluppo economico". Con la caduta del governo Prodi, a gennaio 2008, Veronesi torna in Regione: "Ma nel frattempo la sua qualifica era decaduta". Cosi' a maggio arriva la decisione di ridargliela, in un processo di riorganizzazione complessivo.
7- TRUFFA SEGRETARIA BERSANI CALCOLATA IN 150.000 EURO - PER STIPENDI DA "DIRIGENTE PROFESSIONAL" E RIMBORSI
(DIRE) - E' di circa 150.000 euro l'ammontare della truffa che viene contestata dalla Procura di Bologna a Zoia Veronesi, la segretaria storica di Pier Luigi Bersani. Veronesi e' stata indagata per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna in relazione all'incarico che ottenne da viale Aldo Moro alla fine del maggio 2008 e che mantenne per circa un anno e mezzo: i 150.000 euro sono dati dalla somma degli stipendi percepiti (in quanto "dirigente professional", una qualifica che le fu attribuita appena tre giorni prima di affidarle l'incarico) e per una serie di rimborsi legati al ruolo di incaricata di curare i rapporti col Parlamento per conto della Regione.
Pierluigi BersaniPIERLUIGI BERSANI
L'ipotesi degli inquirenti, che si sono mossi sulla base dell'esposto presentato dal deputato Fli Enzo Raisi, e' che Veronesi a Roma non abbia mai fatto cio' per cui e' stata pagata dalla Regione: le indagini svolte dalla Gdf, infatti, non hanno trovato riscontri o giustificativi che testimonino il suo lavoro. A firmare le due determine con cui prima venne data a Veronesi la qualifica di "dirigente professional" e poi l'incarico e' stato Bruno Solaroli, all'epoca capo di gabinetto di Vasco Errani in viale Aldo Moro. A Solaroli, per questo, e' contestato il reato di abuso d'ufficio.
8- ERRANI, NULLA DA DICHIARARE SU INDAGINE SU ZOIA VERONESI
(Adnkronos) - "Nulla da dichiarare". Lo ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'inchiesta che vede indagata Zoia Veronesi per truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna e anche l'ex capo di gabinetto dello stesso presidente Errani. Lo ha detto a margine della Conferenza unificata.
LE SAGOME DI MATTEO RENZI E PIERLUIGI BERSANI PER LE PRIMARIE jpegLE SAGOME DI MATTEO RENZI E PIERLUIGI BERSANI PER LE PRIMARIE JPEG
9 - LA SACRESTANA DELLA CHIESA ROSSA DA VENT'ANNI AL FIANCO DI PIER LUIGI
Andrea Morigi per "Libero"
Altro che partiti liquidi o di plastica. Finché resisteranno donne d'apparato come la sessantenne Zoia Veronesi, le strutture politiche sopravvivranno anche ai terremoti giudiziari. Mai vista a perdere tempo alla buvette o a chiacchierare in giro per i corridoi della Regione Emilia Romagna. Anche chi lavora da decenni nei palazzi di viale Aldo Moro, a Bologna, l'avrà incrociata sì e no una decina di volte. Si era fatta le ossa per nove anni al seguito del segretario degli allora Ds, Mauro Zani, un "duro" che si è ritirato dalla politica rifiutando perfino di iscriversi al Pd, considerandolo troppo socialdemocratico.
NICHI VENDOLA E PIERLUIGI BERSANINICHI VENDOLA E PIERLUIGI BERSANI
Lei invece è gentile, simpatica, per niente burbera e arrogante. Minuta, capelli rosso tiziano, qualche lentiggine, non si presenta certo con l'aria della pasionaria trinariciuta. Eppure, lasua dedizione alla causa nasce da una scelta di vita, quasi da sacrestana della chiesa rossa. Obbediente fino in fondo, quando all'inizio degli anni Novanta il partito la affida alla stella nascente Pier Luigi Bersani, "la Zoia"porta tutta la propria esperienza e le proprie conoscenze. Da allora, fra il 1993 e il 1996, per accedere al neo-presidente della Regione Emilia Romagna si deve passare obbligatoriamente da lei.
PIERLUIGI BERSANI IN PREGHIERAPIERLUIGI BERSANI IN PREGHIERA
Del segretario del Pd, lei sa tutto. Non è mica una che sta lì a pettinare le bambole, direbbe il suo superiore diretto. Tiene lei l'agenda, anche quella personale, cioè privata. Ne sa più lei, sull'uomo di Bettola, di chiunque altro, compresi i familiari. Se scegliesse di parlare, insomma, verrebbe giù tutto il sistema, a partire dagli intrecci fra il settore pubblico e ilmondo delle cooperative. Perciò la trattano tutti con i guanti.
Tranne qualche magistrato che, magari con il segreto intento di scardinare l'omertà degli ex comunisti, decide di entrare senza tanti complimenti nel bel mezzo della cruciale battaglia per le prossime primarie del Pd. Finora, il caso Greganti insegna, i compagni avevano attivato gli anticorpi e così si erano salvati dalle indagini che li hanno lambiti da Tangentopoli in avanti. Poi, proprio a partire dalla cerchia di stretta fiducia di Bersani, si sono staccati i primi pezzi con il caso Penati.
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E ora arrivano le picconate propria sulla fidatissima Zoia, indagata dalla procura di Bologna con l'ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna. In realtà, così avevano inteso tutelarla. Basta verificare il suo curriculum. Da dipendente della Regione, fra il 1996 e il 2001, all'epoca dei governi dell'Ulivo, le viene concessa l'aspettativa per seguire Bersani al ministero delle Attività produttiveprima e ai Trasporti poi, dove sarà assunta come collaboratrice esterna nello staff del ministro.
Con la sconfitta elettorale del centrosinistra, torna in Regione, dove nel frattempo, dal 1999, si è insediato Vasco Errani. La inquadrano come dirigente, anche se non risulta in possesso di una laurea. Nel frattempo, libero da gravosi impegni istituzionali, Bersani fonda con l'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco l'associazione Nens, acronimo di "Nuova economia nuova società".
PIERLUIGI BERSANIPIERLUIGI BERSANI
All'organizzazione viene chiamata la signora Veronesi, che si conferma affidabile eprecisa, visto che attualmente continua a ricoprire lo stesso incarico. L'unico incidente di percorso càpita nel 2010, quando il parlamentare bolognese Enzo Raisi solleva il caso: come mai nonostante l'incarico di «raccordo con le istituzioni centrali e con il Parlamento» nel gabinetto del Governatore emiliano, la signora Veronesi è sempre a Roma, ufficialmente alla sede di rappresentanza della Regione presso la Capitale? Così la Zoia si dimette. Subito la assumono al Pd. Pensano di aver sistemato tutto. E comunque di averla protetta. Perché è una specie in estinzione. Come lei, ormai, non ce ne sono mica più. Nemmeno a Bologna.