Federica Salsi, Tavolazzi e gli espulsi grillini. Nascita e fine di una rivoluzione mancata.

Federica Salsi, bella, brava, praticamente perfetta; faccetta pulita, si presenta
al M5S e ottiene subito credito fino ad entrare in consiglio comunale a Bologna. Ma il punto per me non è questo: il punto è che la bella e brava federica salsi, madre di una bambina di 10 anni, (non si dice niente sul compagno), non ha alcun curriculo personale, nessuna qualifica da poter leggere in rete.
 Quindi, per me la questione è questa: ad una persona come me, e tanti nella mia situazione, con laurea e professione, mi va bene di farmi amministrare da una persona che non ha alcun curriculo di studi e percorso professionale? In base a quali criteri, una persona come quelsta può decidere delle sorti ad esempio di una organizzazione del Sistema sanitario del suo territorio? o della sicurezza, o dell'istruzione, non cambia, solo per fare degli esempi?
Mi devo far guidare da un branco di pseudo ragazzotti, pieni di falso metodo democratico, prevalentemente di sinistra, almeno come ideali generici, cripto progressisti, pseudo tecnici e rivoluzionari che vorrebbero applicare astruse teorie economiche basate ad esempio (ma non solo), su istituzione di piccoli assegnini, da spendere e consumare all'interno di un circuito virtuoso, locale e quindi in modo da fregare il sistema finanziario truffaldino ufficiale.
Ma anche qui, supponiamo che io sia ad esempio una persona che lavora e possiede una somma di risparmi, vale a dire denari che dopo aver pagato el tasse, mi sono restati in tasca. Conn questi soldi, ad esempio ho sottoscritto dei Bot e qualche azione di una banca. Ora, quando sento che lo stato licenzia delle persone, dal mio punto di vista, mi sento di poter dire, che questa operazione, permette allo stato di ridurre le sue spese e quindi di risanare il deficit, quindi è roba buona. Quando sento che la banca di cui ho azioni, licenzia 2000 dipendenti, come tutti sanno, significa che il valore delle azioni migliorerà, e quindi per me , piccolissimo proprietario, sarà un beneficio. Chiaro che per contro, quelle persone che erano entrate nell'ingranaggio sia del lavoro pubblico che di quello bancario, le cose stanno all'opposto, e dunque, pur essendo tutti compreso io delle persone che lavorano, ci troviamo su posizioni esattamente contrapposte.

Chiaro che qualsiasi movimento che si prefigga di eliminare questo tipo di coontrapposizione, finirà per rivelarsi completamente fallimentare: lo ha fatto a parole il comunismo, fallendo clamorosamente, figuriamoci se ci riescono quelli del M5S o altri movimenti, spesso del tutto provvisori, temporanei e destinati a chiudere in pochi anni o mesi (vedi esperienza dei Verdi europei, o del Popolo Viola, sostenuto a livello intellettuale da una serie di deficienti, che continuano, con i soldi del finanziamento pubblico a scrivere ogni sorta di buffonata, tanto a pagare siamo noi).

Guardate, care amihe, l'unico motivo per cui potrei vedere bene il m5S è quello che almeno a parole, questi toglieranno i soldi ai giornali di scuderia e riformeranno il servizio della televisione pubblica, decretando la fine del duopolio e quindi del potere di Berlusconi, voluto e sostenuto dai criminali politici dell'ex Pci, anche se apparentemente era sponsorizzato dal Psi di Craxi.

Certo, gli epiteti, le offese maschiliste tirate in faccia alla bella e brava consigliera senza qualità, Federica Salsi, permette di concludere che il M5S contiene in sé un aggregato di persone tipiche di certe metodologie della guerriglia di sinistra: la derisione e svalutazione dell'avversario, il suo screditarlo con ogni mezzo e a qualsiasi costo, secondo la tecnica di Oltre Cortina.
Chiaro che il M5S continuando su questo crinale, finirà per ottenere un grande successo alle politiche, e per scuagliarsi come neve al sole, nel giro di pochi mesi, per originare una serie di frammenti, che si organizzeranno in contrapposizione a quello originario.
Ma perché molti dentro il M5S pensano che la Salsi sia una putt...a, stando alle frasi ascoltate durante la nota conferenza? Proprio perché, lo ripeto, queste persone sono in parte, di estrazione bassa, prive di strumenti solidi di lettura degli eventi del mondo, e credono di poter stare dentro un movimento, dove le urla, il passaparola, lo slogan e il verbo del Capo, sono la bandiera e il percorso da seguire infallibilmente.
Quello che più mi terrorizza, amiche, è la frase che questi ragazzotti proferiscono ogni volta che devono spiegarsi qualche decisione da prendere: " Seguiamo Beppe, lui c'azzecca sempre". Ecco, questa è la frase che denota la sospensione della critica individuale: la conseguenza è il comportamento eterocentrato, l'odio verso chi si comporta in modo difforme, e insomma, il comunismo nero e rosso, come venivano indicati dai liberali negli anni trenta e quaranta, tutti quei personaggi senza lavoro, quei mezzi accattoni, le cui aspirazioni erano praticamente frustrate in tutti i modi.
Quindi, la migliore analisi sarebbe capire chi fa parte realmente, cuore e mente, del M5S. Ad esempio, quelli del Pd sono insegnanti, gente delle ferrovie, dei trasporti pubblici, gente del sistema della sanità, piccoli artigiani e commercianti. Chi so no quelli di Grillo? Sono veramente dei laureati, o comunque delle persone con un buon profilo anche professionale, oppure sono prevalentemente dei mezzi frustrati, che avendo fallito l'ingresso nel sistema truccato del lavoro (quelle famigerate cooperative Rosse e del Sistema del mìMondo Cattolico), ora si mettono sul sentiero del cambiamento di cui Grillo è un interprete?
Cosa fa realmente di professione una persona come Matteo Renzi e una come Giovanni Favia? Chiaro che non possiedono il profilo di una persona come Tavolazzi, che vi allego sotto. Certo, quando si parla di Coop, si intende quelle Rosse, ma poteva, ad esempio in Lombardia, essere un uomo targato Associazioni che fanno capo All'Opus, non cambia.
In quel di Emilai Romagna, il Sistema delle Cooperative ha assunto livelli di potere economico, sociale e finanziario da far paura, e in grado di schiacciare e piegare il singolo, mortificandolo e riducendolo al nulla. E' chiaro che quelle genti lo hanno permesso e voluto. E nessuno lo attacca, da Grillo a Favia, dalla Salsi a tutti i vari genietti del M5S, destinati ad avere un successo clamoroso, di breve durata. 
La politica, amiche, è come il mondo dello spettacolo: se vuoi durare, devi possedere i numeri. Non si inventa nulla, chiaro?




Alla prossima.al

Tavolazzi, uomo contro. Dalle coop a direttore generale del Comune di Ferrara

Ingegnere, 62 anni, i Ds lo scelsero, ma poi lo cacciarono due anni dopo dal municipio. Venne risarcito profumatamente per ordine del giudice del lavoro perché non ci fu giusta causa nel licenziamento. Poi l'amicizia e la collaborazione con Grillo interrotta qualche mese fadi  | 24 maggio 2012

Valentino Tavolazzi, chi era costui? Prima del famoso editto genovese del marzo scorso, con cui venne sancita la sua cacciata dal Movimento 5 Stelle, erano in pochi ad aver mai sentito questo nome a livello nazionale. A Ferrara e provincia invece Tavolazzinon è decisamente un carneade. Ferrarese, ingegnere di 62 anni, si candidò sindaco nel 2009 con la lista Progetto per Ferrara,“certificata” da Grillo solo negli ultimi mesi di campagna elettorale. Ottenne quasi tremila voti, il 3,4% del totale, sufficienti a farlo entrare in consiglio. E in municipio c’era già stato, come city manager all’epoca del sindaco Ds Gaetano Sateriale. Siamo nell’anno del Signore 2000. La sua permanenza nell’incarico fiduciario non fu però solo rose e fiori. Tutt’altro. Il sindaco lo licenziò in tronco nel novembre del 2002. Per quel licenziamento, bollato come “ingiusto” dal giudice del lavoro, Tavolazzi ottenne un maxi risarcimento. Negli anni successivi è tornato alla professione di manager d’azienda, fuori Ferrara. E quando il Movimento 5 Stelle lo conosce se lo prende al volo: “Questo”, dicono, “è uno con la schiena dritta. Faceva delle cose sconvenienti per i Ds, ma a favore del Comune”.
Tavolazzi proveniva dal mondo cooperativo (la Cei prima, nel 1983, e la Cmc di Ravenna poi, fino al 2000), dove ricoprì in carichi manageriali di vertice. A quell’epoca risalgono i primi attriti con il Pci, che lo portarono a stracciare la tessera nel ’96. Dopo l’esperienza burrascosa in municipio, quegli attriti si tramutarono in lotta aperta verso gli epigoni di Berlinguer, i Ds, diventati poi Pds e quindi Pd.
In mezzo stanno gli anni di Tangentopoli, durante i quali l’ex grillino finì in prigione. Nel 1992 venne arrestato su richiesta di Felice Casson della procura di Venezia, nell’ambito di indagini riguardanti un appalto pubblico. In carcere rimase 25 giorni. La stessa procura poi, durante il processo nell’aula bunker di Mestre, richiese e ottenne la sentenza di assoluzione con formula piena, cui è seguito il rimborso da parte dello Stato per ingiusta detenzione.
Tornando alla politica locale, le prime battaglie politiche di Tavolazzi furono quelle di matrice ambientalista, nelle fila di Medicina democratica. Nel mirino dell’ingegnere finirono turbogas, inceneritore, ospedale di Cona, bilancio comunale ed Hera. Tanto che l’azienda lo querelò per alcuni interventi sulla stampa in merito all’inquinamento da diossina provocato dal vecchio inceneritore. Il giudice decise per l’archiviazione in sede penale e, in sede civile, condannò Hera al risarcimento delle spese legali e all’indennizzo di Tavolazzi per “causa temeraria”.
Risale al 2006, nell’ambito della protesta contro l’inceneritore, il suo incontro con grillo. È amore a prima vista, che si “consuma” nel 2007 sul talamo di un referendum autogestito contro l’inceneritore, che porta a votare nel 2007 11.539 persone (su una popolazione di circa 130mila).
Nel 2008 viene eletto nel direttivo nazionale di Medicina Democratica e fonda, insieme ad altri ambientalisti della Rete Nazionale Rifiuti Zero, l’associazione Diritti al Futuro, strumento operativo dedicato alla vertenza nazionale contro Cip6 e certificati verdi agli inceneritori.Il resto è storia recente. Nasce la lista Progetto per Ferrara, entra in consiglio comunale ed esce, nel modo che ormai sanno tutti, dal Movimento 5 Stelle.







martedì 29 maggio 2012


La Ragnatela del Grillo (Esperienze dentro un meetup)

La Ragnatela del Grillo

Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un’esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell’immaginabile.
Ho riflettuto a lungo su quanto ognuno di noi è in realtà complice di questa sorta di omertà che tutto avviluppa, come una nebbia sottile nella quale tutti ci muoviamo ambiguamente, fingendo di non vedere il microdelitto che si consuma sotto il nostro sguardo indifferente, avvezzo alla truffa come all’acqua che corre sotto i ponti.
Ho trovato un amico in questa storia, Hugo Kolion, che con tenacia e pazienza, mi è stato vicino nella stesura dell’opera, critico ma con rispetto, acuto e logico, sensibile e attento.
Vorrei pubblicare il mio racconto, rendere accessibile questa oscura realtà al maggior numero di persone possibile. Credo che questa storia sia un patrimonio importante per la nostra società, che da essa possiamo imparare un modo nuovo di mettersi in rapporto con gli altri, con onestà, con trasparenza, con serietà, con affetto.
Sono piccole cose, ma indispensabili.

di Giorgio Mancuso
alias GIOSBY

 Fonte: Mondogrillo.net (sito estinto)

Il racconto di Giosby:
una particolare esperienza attraverso il blog e i  Meetup di Beppe Grillo, tra censure, calunnie, inganni, trappole e menzogne.

Eccomi qua!
E’ possibile scaricare La Ragnatela del Grillo in formato PDF.
Il libro può essere comodamente scaricato qui di seguito:
La Ragnatela del Grillo (3,4 MiB, Scaricato 3.288 volte)