Una colletta per la Rai: nel 2012 perde solo 200 milioni. Come si fa a pagare le centinaia di milioni di compensi a quei 15 personaggi?

Sono rammaricato, deluso, depresso: nonostante abbia rinunciato a
pretendere i miei aumenti legittimi, fermandomi a soli 580 mila euri all'anno, apprendo che la mia azienda, la Rai, si appresta a chiudere il bilancio con 200 milioni di debito. Ma chi li pagherà?

RAI, BILANCIO IN PROFONDO ROSSO: NEL 2012 PERDITE PER 200 MILIONI 


Novembre 18th, 2012   http://www.destradipopolo.net/

A PESARE IL CALO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI
La Rai si avvia a chiudere il 2012 con uno sforamento nei conti che si aggira attorno ai 200 milioni di euro.
Il consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha esaminato oggi la relazione dei primi nove mesi dell’anno in cui si evidenzia una perdita di 184,5 milioni di euro, imputabile (nonostante la riduzione dei costi di 82 mln), alla flessione dei ricavi pubblicitari e al costo dei grandi eventi sportivi.
I ricavi del Gruppo Rai da gennaio a settembre ammontano a circa a 2.039 milioni di euro, anche qui in calo rispetto allo stesso periodo di un anno fa: meno 137 milioni.  Un trend negativo determinato “principalmente dalla contrazione del fatturato pubblicitario (559 milioni di euro nel periodo considerato), in diminuzione di 114 milioni rispetto al 2011″.
In controtendenza invece il trend degli investimenti pubblicitari dirottati sui canali specializzati e sul web.
Un ulteriore calo dei ricavi per 57 milioni di euro nello stesso periodo è invece da imputare alla diminuzione dei ricavi commerciali e da convenzione con la Pubblica amministrazione.
Nel corso dei lavori del Cda è stato rilevato che tra i costi del 2012 ci sono quelli per i grandi eventi sportivi, risultati pari a 143 milioni di euro per la fase finale dei campionati europei di calcio di Polonia e Ucraina e le Olimpiadi estive di Londra.
Quanto invece al costo del lavoro, risulta aumentato di circa 7 milioni di euro “nonostante la rigorosa politica del turnover e il sostanziale blocco delle politiche retributive”.
Infine un cenno anche alla risposta del pubblico a casa con gli ascolti: nei primi nove mesi del 2012 le reti Rai hanno ottenuto nel complesso uno share medio del 41,5% in prime time e del 39,8% nell’intera giornata, il che ha permesso all’azienda del serizio pubblico di mantenere la “sua posizione di centralità e leadership nel mercato radiotelevisivo italiano”.
Prima ancora che la nuova contabilità fosse pubblicizzata, il direttore generale Luigi Gubitosi ha inviato a tutti i dipendenti la relazione sui risultati economici dei primi nove mesi del 2012, accompagnata da una lettera che ne interpreta numeri e prospettive editoriali.
Nella lettera Gubitosi “alcuni esempi di una Rai viva che si sta battendo per tornare a crescere”: parla degli inevitabili interventi di contenimento dei costi e di una chiusura del 2012 che non sarà certo positiva (-200 milioni) ma anche di un “2013 che sarà il primo anno di un piano triennale al termine del quale avremo una Rai risanata e competitiva”.

(da “La Repubblica“)

E pensare che il bravo Minoli, da solo prende meno di 700 mila euri. Bazzecole.