Ricordate che avevamo promesso di avvisarvi quando era il momento di sistemare i vostri risparmi?

Circa un anno e mezzo fa avevamo dedicato un paio di articoli molto approfonditi
sullo scenario che si andava aprendo sui nostri risparmi e avevamo terminato con la promessa che se ci avreste continuato a seguire, vi avremmo avvisati per tempo (per tempo) sul momento giusto per tenere d'occhio i risparmi (leggi conti bancari, depositi postali, e titoli vari del debito, bot e cristi vari).
Bene, con atroce metronomicità, siamo ad avvisare che il momento è arrivato e siamo alla fine di marzo 2013.
Il momento è arrivato prima di subire salassi e possibili prevaricazioni imposte dalle autorità che stanno sopra le nostre teste, sui nostri soldi, per quanto il risparmio sia garantito dalla Costituzione (sapete che si tratta spesso di vuote parole, semplici annunci e dichiarazioni di principio che si sciolgono come neve al sole, sotto le incipienze delle contingenze).
Quindi, a buon intenditor....Noi abbiamo mantenuto la promessa. Comunque ricordo che per la Costituzione tanto sbandierata dalle compagne della sinistra, il risparmio è sacro e intoccabile, e quantomeno si ricava che non si può fare differenze tra chi ha messo i risparmi nei Bot e chi li tiene sul conto bancario.
O almeno diciamo che non si dovrebbe fare differenze per la costituzione, ma a volte...  quando serve, quelli della sinistra la costituzione la fanno finire sotto i tacchi a spillo delle loro compagne, come quelli della ex destra. Il mondo è paese.
Quindi non seguite le sirene che vi diranno che i Bot sono più sicuri dei depositi bancari o postali: la Costituzione non fa differenze, sempre che la banca non fallisca. Ma se fallisce la banca, sono guai comunque per tutto il popolino...
Qui, la brava e bella Loretta Napoleoni ci spiega le cose...
ùù

Il bilancio presentato dal Bollettino Statistico della Consob è chiaro: 1.151 miliardi di euro è la dote accumulata dai risparmiatori italiani in beni azionari e obbligazionari, a settembre 2012, contro i 1821 miliardi di maggio 2010.
A partire da questo dato, Ettore Livini su Repubblica (Affari & Finanza 8 aprile) effettua un po’ di calcoli non complicati che circoscrivono il terreno di una vera e propria caccia al tesoro, ovvero quel gruzzolo da quasi 700 miliardi sparito dai radar nazionali. A maggio 2010, la ricchezza privata in titoli era quantificata (sempre dati Consob) in 1821 miliardi di euro. Lo “spread”, la differenza tra prima e dopo è di 670 miliardi: che fine hanno fatto? Seguiamo gli indizi.
Le azioni e le obbligazioni. Il primo porta a Piazza Affari: da giugno 2010 a settembre 2012 la Borsa italiana ha bruciato più di 110 miliardi del suo valore. Nello stesso periodo, però, il valore delle azioni italiane nei conti depositi degli italiani è diminuito è crollato da 277 miliardi a 100 miliardi. 177 miliardi di azioni dove sono finiti? Stesso discorso per i bond bancari: l’andamento dello “spread”, quello vero, la crisi finanziaria non spiega l’ammanco di 380 miliardi in obbligazioni e titoli che mancano all’appello.
La “prova” sui conti correnti. Il denaro uscito dagli investimenti finanziari non è transitato verso i conti correnti: questo è un fatto. “Carta canta” scrive Livini.

In questo grafico, sono riportati in percentuale, il debito pubblico, ripartito tra quello posseduto dalle famiglie (privati) e da altri, in confronto al PIL. 315% significa che il debito complessivo, è pari a tre volte il PIL dello stesso anno. Insomma, per azzerare totalmente il debito pubblico, si dovrebbe prendere il PIL di tre annni e portarlo integralmente a riduzione del debito (campa cavallo...).
Deficit del settore pubblico Usa

Vediamo che il deficit dei privati in Usa è straripante!!!


Naturalmente, vediamo che il Giappone e anche la Francia, per non dire della Gran Bretagna, sono messi da questo punto di vista, assai peggio dell'Italia, che di poco supera gli Usa. Quanto alla Corea di Seul, resta da capire come faranno a togliersi dal caos interno che li investirà al momento in cui dovranno produrre per gli acquirenti occidentali a prezzi stracciati, per restare in piedi.
Non poarliamo della Cina, perché in questo paese si tagliano le teste agli omosessuali, ai dissidenti e i lavoratori spesso sono portati al suicidio (per non dire delle centinaia di morti al mese che a breve inizieremo a contare in seguito al feroce inquinamento industriale selvaggio).