Parlamentari e candidati del M5S, tra curricula inconsistenti e forse fallaci alle prevaricazioni contro i dissidenti.

Zuffe e mobbing (to mob, accerchiare aggredendo, azione tipica dei lupi, che
accerchiano la preda senza attaccarla direttamente ma mettendola in soggezione) in danno dei dissidenti o dei non graditi, Grillo o non Grillo permettendo. Questa volta è toccato a Luigi Piccarozzi a farne le spese, invitato da Grillo in persona a una riunione riservata, viene contestato e non voluto dagli altri attivisti presenti.
Dei seguiti e sequele, delle eventuali solite beghe legali da portineria, non ci interessiamo; ci fermiamo a notare che queste genti di Grillo, sono tutt'altro che il meglio e genti nuove. ebia25 romano prodi
Da settimane stiamo assistendo a notizie che riguardano fenomeni di familismo
nelle candidature, liti con pianti e rimostranze, seguite da minacce di espulsione dal movimento, presentazione di curricula del tutto rabberciati, o al contrario strepitosi, poi rivelatisi del tutto inconsistenti o evanescenti. 
Lo ripetiamo, nel M5S ci sono tra le migliori persone ma anche tra le peggiori e questo lo sapevamo: quello che non si riesce a capire è come questa congerie di persone che si accreditano come dei rivoluzionari della democrazia orizzontale, come i draghi del web, i geni del software e dei social networks (leggi la buffonata di Facebook, controllata dalla Cia e non solo) riescano a stare assieme.
Lo ripetiamo: non sono queste idee, queste perone e personaggi, finti nuovi giovani, questi movimenti del web 2.0 e facebbok, che porteranno a qualche cambiamento di rilievo nella società.  Foto di Piccarozzi

Tommaso Currò: il grillino massacrato su Facebook per le aperture ...

www.giornalettismo.com/archives/.../tommaso-curro-pd/Condividi
14 ore fa – Tommaso Currò difficilmente vincerà il premio di deputato a 5 Stelle più amato d'Italia. Tutta colpa di questa intervista rilasciata alla Stampa ... Non voglio essere solo uno schiacciatore di pulsanti...

Come non saranno quelli del gruppetto di Chiare Lettere (Travaglio e compagnia), con i loro libri e articoli (tutti ben stampati su fogli di carta, la vecchia e obsoleta carta di cellulosa), a cambiare anche solo una virgola nella coscienza della gente.

Per Marcello Foa, il fenomeno Grillo è ascrivibile ai tipici False Flag, (falsa bandiera), in cui si veicolano idee di un tipo, mascherandole sotto altre. Basta vedere l'attività e le idee che muovono la Casaleggio e Associati, per capire subito cosa si intende per False Flag. Il fenomeno Grillo e M5S per Foa sarebbe niente altro che una versione italica della Globalizzazione sotto -False Flag-. Un esempio classico e lampante: il Movimento Occupy Wall Street, è stato sostenuto e ha trovato sede presso la moglie dell'ambasciatoore del Cile all'Onu. Questo piccolo particolare, del tutto secondario e insignificante, per gli specialisti di Psyop e Manipolazione mediatica (spind doctoring), è invece pienamente significativo che il Movimento, pur nato spontaneamente, sulla base di una reale protesta, è stato in realtà cavalcato e guidato da elementi diciamo dei servizi e da Spin Doctors mascherati, i quali hanno partecipato ad ogni ripresa televisiva e intervista. Risultato. Chi si ricorda più di Occupy? Nessuno, nemmeno delle false utopiste alla Joan Baez, che ha scassato i marroni con tematiche inutili e falso utopiche, per tutti gli anni sessanta.

ROMA - Luigi Piccarozzi, avvocato attivista del Movimento 5 stelle, ha querelato Roberta Lombardi 
con l’accusa di aggressione, scrive Libero quotidiano. La capogruppo M5s alla Camera e altri attivisti a lei vicini avrebbero aggredito Piccarozzi, reo di aver preso parte alla riunione riservata dell’11 gennaio a cui era stato invitato da Beppe Grillo. Per questo motivo proprio il leader di M5s viene citato dall’esposto di Piccarozzi, depositato il 17 gennaio 2013, come testimone dell’aggressione.Cristiana Lodi su Libero scrive che Piccarozzi, avvocato tributarista, patrocinante in Cassazione e giornalista romano, era stato invitato da Beppe Grillo a prendere parte alla riunione per la presentazione del simbolo di M5s al Viminale:
“Il comico ha dato incarico a Piccarozzi e ad altri due avvocati: «Francesco Bellocchio del Foro di Milano e Alberto Ciannavei del Foro di Roma», si legge nelle carte, «di guidarlo nella ratifica dell’atto di significazione del simbolo da depositare al Viminale e nella diffida- ricusazione di alcuni simboli- pirata»”.
Piccarozzi, scrive Libero, è un attivista che ha redatto alcuni punti del programma di M5s tra cui l’abolizione di Equitalia, l’impignorabilità della prima casa e l’abbreviazione dei processi a massimo 2 anni. Per la Lombardi e altri attivisti la presenza di Piccarozzi non è gradita, scrive Libero quotidiano:
“La “portavoce” alla Camera, avrebbe cominciato a storcere il naso già durante la conferenza stampa che ha preceduto l’assemblea fra Grillo e gli avvocati. Dice il querelante: “Ilaria Loquenzi, sollecitata dalla Lombardi di cui è collaboratrice, ha tentato di impedire il mio ingresso alla conferenza spingendomi fuori, all’indietro, mettendomi una mano sul petto”.
Secondo quanto affermato da Piccarozzi nemmeno l‘intervento di Grillo in suo favore avrebbe placato la Lombardi:
“«Grillo in persona mi invitava alla riunione con i due legali. Prima di cominciare si avvicinava la Lombardi facendo alzare dal tavolo l’avvocato Ciannavei e ordinandogli di allontanarmi, adducendo che la mia presenza non era gradita. Questo nonostante Grillo si opponesse, dicendo a Ciannavei di consegnarmi la bozza di lavoro (…). Non essendo riuscita ad allontanarmi, la Lombardi irrompeva per la seconda volta nella sala riservata, stavolta accompagnata da Dante Santacroce, suo collaboratore e attivista M5s Roma, candidato alla Regione Lazio. I due si sono diretti verso di me e il Santacroce mi afferrava in maniera decisiva e violenta, mentre ero seduto al tavolo. Mi strattonava e tirava per farmi alzare e allontanare dalla riunione gridando testuali parole: “Tu non puoi stare qui, devi andartene. Hai capito? Altrimenti sono guai”. Frasi pronunciate anche dalla Lombardi, che era alterata. Grillo ha ordinato che io restassi, invitando Lombardi e Santacroce ad allontanarsi”.
La riunione si conclude ma non l’aggressione, scrive Libero. Nell’esposto, riporta Libero, la Lombardi insieme ad altri attivisti M5s avrebbe seguito Piccarozzi nella hall dell’hotel Rex:
“Terminata la riunione, appena Grillo è andato nella propria stanza, io e un mio collaboratore di studio siamo stati accerchiati nella hall dell’hotel. Erano almeno dieci, tutti appartenenti al M5s. Fra loro c’erano: Pietro Calabrese, Dante Santacroce, Andrea Aquilino (tutti e tre candidati alla Regine Lazio); Nicoletta Ferraro, più altri attivisti.
In particolare Calabrese si è avvicinato in modo minaccioso a pochi centimetri dal mio volto, puntandomi un dito sul naso e dicendomi: “Te accio vedè io come ce se comporta nel Movimento, perché qui decidemo noi”. E il Calabrese, aggredendomi, ha urlato: “Perché tu hai fatto la diffida…”(…) La Ferraro mi intimava di stare zitto(…). Mentre Aquilotti mi contestava di aver partecipato a poche riunioni. Non contento il Calabrese mi minacciava: L’hai fatto grossa, adesso te famo vedè noi”.
Secondo la dichiarazione di Piccarozzi a “salvarlo” sarebbe stato il personale dell’hotel. Ma le minacce sarebbero continuate anche il 15 gennaio, quando un uomo si sarebbe presentato fuori dallo studio diPiccarozzi:
“La tasca del soprabito rigonfiata da un oggetto(…). L’uomo, accortosi di essere stato fotografato dal querelante è fuggito in direzione Largo Sarti; ripreso dalle telecamere”.
Ora l’avvocato e giornalista Piccarozzi chiede che la giustizia intervenga. La replica ufficiale della Lombardi,scrive Libero, non è arrivata:
“In ambienti M5s si dice che la deputata stia presentando la controquerela. Chissà se anche lei citerà Beppe Grillo come testimone”.
Seguire i discorsi da Vespa e negli altri Talk è soporifero e quindi altamente consigliato nelle ore pre addormentamento. Uno dei refrain che si sentono spesso è che occorre metter su un governo di grande accordo, anche monocolore ma con un programma preciso e realizzarlo in un anno. Dopo l'incontro Berlusconi-Bersani (ti conosco mascherina, abbiamo smacchiato il giaguaro, prendendo 10mila voti in più del Berlusca), dove è stato siglato l'accordo sul nome del futuro  Presidente della repubblica, sarà questi a dover conferire l'incarico a una personalità magari anche del Pd, con un programma di pochissimmi punti e con scadenza già predeterminata in 16 mesi, per realizzare quelle riforme senza le quali Grillo tornerebbe poi a vincere le elezioni, sbaragliando il campo. 
Insomma, il coro del pollaio non pensa a un governo che attui convinto delle riforme, coerentemente ai suoi ideali e aspirazioni: no, solo che faccia quel minimo di riforme (eliminare le province, liberalizzare le professioni, abolire titolo studio, eccetera), al solo scopo di non essere liquidati da Grillo (vedi dich.Lanzillotta, moglie di ex ministro Pd, ora passata , dopo la sua militanza giovanile in Servire il Popolo, nel movimento del massono Monti e suoi amici).
Si farà un governicchio, si faranno un minimo di riformicchie, solo per tenere buoni quelli di Grillo, ecco la storia.



ROMA – Tutto da rifare. Beppe Grillo ha annullato le ‘Quirinarie’ del MoVimento 5 Stelle. ‘Quirinarie’convocate sul sito di Beppe Grillo per scegliere, online, in rete, il nome, il candidato del MoVimento come Presidente della Repubblica. Perché tutto da rifare?“Attacco hacker” dice Grillo. 


ROMA - M5S. Casaleggio da guru a prefetto. Incubi della democrazia web. La ripetizione delleQuirinarie dopo il presunto attacco hacker è il primo vero passo falso del Movimento 5 Stelle che non scivola, come tutti si aspettavano, su una delle innumerevoli bucce di banana disseminate sul percorso parlamentare che attraversano da novizi. E’ l’hardware della loro idea di democrazia che facendo cilecca ne pregiudica anche il software. Troppe sono i guasti, gli intoppi, della cosiddetta democrazia digitale, a partire dal numero di militanti coinvolti, davvero troppo pochi per rappresentare i milioni di voti riversatisi come uno tsunami sulla politica italiana.


In genere, per tutte le votazioni, ci si avvale della competenza di prefetture e corti d’appello. Il M5S si avvale della Casaleggio & Associati. (Divertente un commento: non mi preoccupa Casaleggio, mi preoccupano gli associati). Le consultazioni si svolgono sulla piattaforma digitale messa a disposizione dal guru. L’intrusione hacker è stata rilevata ieri ma l’ordine dello stop di Casaleggio è arrivato solo oggi. Riferisce Roberto Fico, deputato M5S che “la Casaleggio associati avrà potere di cancellare dalla lista dei più votati i nomi non idonei”.
Come si procede alla verifica? Si utilizza un soggetto terzo, la società certificatrice Dnv, su incarico della Casaleggio & Associati. Citiamo un commento postato sul sito del Sole 24 Ore che ci sembra appropriato: “L’ente terzo chi è, un’agenzia di rating? un ente pagato da chi deve essere certificato o controllato non è e non può essere imparziale, la storia recente della finanza lo dimostra”.
ROMA – Pranzo con Beppe GrilloSi può fare e ad un prezzo neppure esorbitante: 35 euro. Tanto, infatti, pagheranno gli imprenditori di Pordenoneche il prossimo 17 aprile vorranno sedere a tavola con il leader del Movimento 5 Stelle. Per tutti gli altri, quelli che sono interessati ma non vogliono o non possono pagare, c’è sempre l’alternativa streaming.  Così almeno assicura Saverio Galluccio, candidato 5 stelle alla presidenza del Friuli Venezia Giulia.
Per Galluccio, 35 euro o meno, la possibilità di pranzare con Grillo è “un’ottima notizia e credo che coloro i quali l’hanno segnalata maliziosamente dovrebbero gioirne anziché lamentarsi. Questi signori, evidentemente abituati da sempre a partecipare gratuitamente a convegni e annessi banchetti elettorali, si dimenticano che poi alla fine qualcuno paga il conto, e il conto lo pagano tutti cittadini, anche quelli ‘non invitati’, grazie ai rimborsi elettorali”.