Renato Mannheimer è sotto torchio per associazione a delinquere per frode fiscale.

Un mio ex compagno di lotte (Lotta Continua e Servire il Popolo), ormai lanciatissimo nelle attività di
sondaggistica politica e non solo, finisce sotto indagine per una scematella: associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. E allora, si dirà? tutto lì, e dove sta il reato ? Chi non cerca di evadere o eludere il fisco mangiatutto? In fin dei conti, se uno guadagna 10 milioni all'anno, perché pagrne 5 al fisco?Renato Mannheimer in uno splendido fotgramma rubato al televisore in cantina  (da Vespa)
E se poi fosse tutta una bufala? Stasera ascolterò la Bianca Berlinguer e tutti i
gazzettini della sinistra, che sono certo saranno costernati, increduli, dal momento che per loro, pagare le tasse è sinonimo di semplice dovere civico e costituzionale, come il lavoro: lavorare è un obbligo, per questo il posto deve essere garantito, il loro.

Aggiornamento 21 Febbraio 2014

ROMA - Renato Mannheimer: evasione da 10 mln con false fatture, chiusa l’inchiesta. Il pm di Milano Adriano Scudieri ha chiuso le indagini su Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo, l’istituto di sondaggi, indagato per un’evasione da 10 milioni di euro insieme al consulente Francesco Merlo ed altre persone. L’evasione, contestata a conclusione di indagini della Guardia di Finanza, si riferisce agli anni dal 2005 al 2010, e sarebbe stata realizzata con fatture false per 30 milioni di euro. Mannheimer, dopo essere stato interrogato due mesi fa dal pm, aveva detto di voler restituire al fisco tutto il dovuto. 

Mannheimer, secondo quanto scrive il pm del pool coordinato dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, si sarebbe servito “al fine di evadere le imposte sui redditi e sull’Iva, nelle dichiarazioni fiscali societarie per gli anni dal 2004 al 2010″ di fatture “per operazioni inesistenti utilizzate dalle società effettivamente operative da lui amministrate, emesse dalle società ‘filtro”’ e di ”fatture per operazioni inesistenti utilizzate dalle società ‘filtro’ da lui di fatto amministrate, emesse dalle società ‘cartiere’ tunisine”. Il sondaggista, inoltre, avrebbe trasferito “il provento dell’evasione alle società cartiere tunisine per poi veicolare l’illecito profitto su conti a lui riconducibili radicati in Svizzera, in Antigua e Lussemburgo”.