I veri amici di Berlusconi sono le Coop Rosse e i banchieri e tramestoni sindacali.

Come se la spiega il PD, la debacle elettorale? Perché se avete seguito, nessuno
ha mai avanzato una analisi pubblica, spiegandone i motivi della debacle clamorosa, che dal farli il primo partito su tutti, sono finiti con il prevalere per  qualche migliaio di voti sul Berlusconi e i suoi accoliti.
Bene, lo dico io, e lo dico per tutti, con una analisi secca e definitiva. Intanto il Berlusconi domina al Nord, e non esiste un italiano e una Italia come quelli del PDL e del Pd vi fanno credere: provare per verificare, girate in lungo e largo la penisola italica e vedrete che razza di garbugli trovate a seconda dei luoghi.

Ma poi, le vere ragioni sono da collocarsi nella tutela degli interessi del popolo, o se preferite della gente. Si perché uno si può  riempire la bocca con paroloni vuoti, come Popolo, Operai, Democrazia, eccetera, ma poi quello che realmente conta per la gente è chi gli farà meno male o più bene; tutto il resto sono solo vuoti proclami e vuote parole e ideali, da chiunque vengano (compreso Casaleggio).

E allora ecco come si spiega la rimonta del Berlusca e il crollo parziale del PD:
la gente ha capito che con il PD al governo, avrebbe rimesso le mani in pasta quel popolo fatto di tramestoni sindacali, di pensionati con le pezze al culo, che vorrebbero continuare a indossare giacche e cravatte firmate, finanzieri, banchieri e tramestoni  delle Cooperative e Consorzi prenditutto, che sono espressione di un potere strabordante, tronfio e tossico-nocivo per la libertà dei cittadini. Si, proprio così, se andate a Siena, capite subito che per voi non c'è trippa se non vi inserite dentro una delle tre macchine che la governano (Cooperative, Banca e sindacalismo di colore). O vi inserite dentro una di queste macchine macinatutto oppure siete già serviti, cioè avete già un lavoro o dei soldi, oppure farete a Siena, la ricca e grassa Siena, una vita molto magra, parca e con poche prospettive di far valere i vostri mezzi e attitudini. 
Si perché alla fine, quello che la gente non vuole, come scelta in negativo, è farsi governare da chi credono schiaccia e opprime la loro capacità di sognare, di proporsi e di voler fare, in nome di un moloch invisibile, fatto di associazioni, partiti, fondazioni, banche, cooperative e patronati, che in modo discreto e poco trasparente, controllano tutto e tutti.
Forse sarà una idea sbagliata e in parte a vedere cosa succede a Milano e Roma, non si scherza, anche lì, gli amici del PDL ne fanno di tutti i colori, ma sembrano più fatti estemporanei, scelte meno programmate e questo la gente lo avverte.
Un sistema come quello creato dalla macchina del Grande Blocco del Centro, venduto dagli Americani nel doppoguerra alle forze social-comuniste, è veramente annichilente per la gente che ci vive dentro e che solo aprendosi gli occhi (e basta poco), capisci che sei nella merda, e fino a collo, anche con la pancia piena.

Questo discorso uno come Grillo lo capisce al volo, avendo la fortuna di vivere vicino a quel di Genova, (vicino ho detto, e Recco e località vicine non sono proprio Genova, soprattutto se avete una bella villetta vista mare), una città veramente schiacciata e dominata da una logica perversa, che si esprime in un blocco di ferro di alcuni poteri veramente forti.
Penso ai sindacati, ai palazzinari, agli amministratori e governanti, sempre gli stessi da decine di anni e quando cambiano, sembra che il popolo, si insomma quelle genti di Genova, non riescano che a eleggere qualche faccia ignota a tutti, un burocrate o un alto principe di un casato ormai privo di alcun valore odierno o altri personaggi che mai, dico, mai provengono da gente qualsiasi, di quelli che nonn sono dentro le macchine del potere rosso (sindacato, coop e banchieri).
I risultati sono sotto gli occhi di tutti e tra qualche anno ci dovremo occupare molto di Genova, proprio perché per decenni è rimasta sotto il gioco di un potere asfissiante e tritatutto e questo poi lo si paga e non lo dico io, vedrete.

La ragioni per cui sono stati buoni è che sono arrivate le CIG a pioggia, i prepensionamenti, le assistenze e provvidenze per i molti che altrimenti sarebbero finiti in piazza. Perciò, occorrerebbe continuare a sparare soldi per la Cig, e per sostenere la macchina delle Coop: se questi rifornimenti venissero meno, si vedrà come Genova si comporterà. Come ha detto Bonanni al suo comizio: senza la Cig, è a rischio la COESIONE SOCIALE. Vedete come si esprimono bene quelli della macchina sindacale? Coesione sociale, non a rischio della Rivolta che Verrà, come scrive un sociologo francese, che questi termini li adoperano i fascinorosi e quelli che sobillano la credulità popolare. Insomma dagli all'untore!

Grazie per l'ascolto
Comitato Libero Pensiero (siamo solo noi 5 del blog).