Celentano, un finto libertario pieno di predicozzi da fine mondo.

Il personaggio Celentano è da sempre la quintessenza del populismo mediatico,
creato a tavolino e gestito sapientemente con la compicità dei soliti poteri forti.
Direi che si tratta di un prototipo del furbo e intelligente, scaltretto e furbetto, in grado di dominare sul mezzo televisivo e sul popolino, in modo simile a Beppe Grillo e altri imbonitori di piazza.
Pensieri e parole diceva Battisti Lucio, che del molleggiato ha sposato solo la segretaria della sua etichetta discografica, la Clan, Maria Letizia Veronesi, lasciando tutto il resto, e fregandosene alla grande, dimostrando che: un artista deve parlare e comunicare solo con le sue opere. Tutto il contrario di Celentano, uno che da sempre persegue il successo e i soldi e la sua vita ne è un esempio direi da nemesi.
Perché il M5s non l'abbia ancora proposto a Presidente della Repubblica è un mistero. Già, il Grillo e il suo M5s, che mai ha parlato di problema della sanità, dell'attività intramoenia del personale medico, della scuola e del suo perverso sistema di arruolamento dei docenti, dei Centri per l'Impiego, e dei loro perversi quanto fasulli corsi senza accennare al fatto che tutta questa gente ricopre posti pubblici del tutto clientelari, in cui destra e sinistra convivono agli stessi banchi e tavoli, con buona pace del populismo grillino e del Sel.
Fatevi un giretto con un elicottero sulla tenuta di Celentano e vedrete che razza di villa e edifici in cui risiede. Votatelo, a voi la scelta.