Viareggio, il Senatore Barsacchi non c'entra, devi dire che mio marito non c'entra, parola di Giuliano Amato.

Faccio parlare l'intercettazione che potete sentirvi direttamente sotto. Di certo, la signora Barsacchi
ha fatto un figurone, in confronto al Professor sottile, che ha finito per uscire pulito, fresco come la rosa, pur essendo tesoriere di un partito che trasudava tangenti e malaffare da tutti i pori.
D'altra parte, è la legge del più forte e certamente, il prof. Giuliano Amato era più forte dell'osannato sen. Barsacchi di Viareggio. Almeno, per la vicenda di cui alla telefonata, il prof. Amato non potrà dire che non sapeva nulla, vero?
Ricordo comunque che dopo la noimina alla consulta, il professor Sottile ha riposto la carica di presidente della trecca. Gli restano solo 21.000 euro al mese di sudate pensioni.
Siccome nessuno vi dirà mai a cosa fa riferimento la telefonata furba del Sottile professore, poi divenuto il dominus della seconda repubblica (guarda un po'), riportiamo brevemente:

Ecco la lettera inviata da Giulio Barsacchi, figlio di Paolo ed ex consigliere comunale Pd aViareggio. E’ del 27 marzo 2008 ed è una mail di risposta polemica a un lettore che parla in termini malevoli del padre – molto amato dai cittadini – sul sito ‘Viareggiok.it.
La vicenda a cui l’anonimo utente fa riferimento è quella – raccontata da Il Fatto Quotidiano – che vede l’allora vice vicesegretario del Psi Giuliano Amato impegnato nel tentativo di convincere la vedova del senatore Paolo Barsacchi, Anna Maria, a “non parlare, non fare frittate”. Siamo nel1990. La richiesta di tacere che l’allora dirigente socialista fa alla donna riguarda le accuse che il partito ha scaricato sul marito, già sottosegretario, morto quattro anni prima. Barsacchi, nonostante non possa più difendersi, è accusato dai vecchi compagni socialisti di essere l’uomo a cui finì latangente di 270 milioni di lire per la costruzione della nuova pretura di Viareggio. La vedova del senatore, Anna Maria Gemignani, non vuole che il nome del marito, solo perché è deceduto e non perseguibile, finisca nel fascicolo dei magistrati. E minaccia di fare nomi e cognomi.
A distanza di 18 anni, il figlio continua a voler mantenere “pulita” la memoria del padre. Riportiamo integralmente la risposta di Giulio Barsacchi alle “allusioni” di un navigatore anonimo (qui il testo)
“REPLICA AD UN VILE”
Avendo letto alcune sgradevoli allusioni ad un doloroso episodio di 18 anni fa (processo tangenti nuova Pretura di Viareggio), riguardante mio padre, non posso esimermi dal replicare.
Il tentativo di coinvolgere Paolo Barsacchi in quella vicenda fu uno squallido scaricabarile(perché attuato post mortem) perpetrato da Craxi e C. nei confronti di un loro senatore. Ti sei mai chiesto, caro pseudonimo, perché il partito che, più di ogni altro, fece del giustizialismo la sua ragion d’essere (La Rete), propose a mia madre la candidatura alla Camera dei Deputati? E come spieghi gli elogi e gli incoraggiamenti fatti ad Anna Maria Barsacchi dai principali quotidiani nazionali? E i ringraziamenti del Pubblico Ministero Nicola Pisano per la nostra collaborazione?
Con una segreteria telefonica da 2 palanche, io e mia madre, abbiamo registrato e portato a testimoniare, inimicandoci un bel pezzo di “politica” e di massoneria, pezzi grossi come Scalfaro, Amato,Vassalli. Lasciatemi dire che abbiamo avuto tanto CORAGGIO, perché, pur sapendo di essere nel giusto, in quel momento eravamo assolutamente soli. Sì, abbiamo avuto coraggio, al contrario di te, povero vigliacco, che eserciti la calunnia protetto dall’anonimato.
Giulio Barsacchi
PS : L’onestà, lo strenuo rigore etico, erano tra le qualità più riconosciute di Paolo Barsacchi. Per questo è ancora ricordato con grandissimo affetto dai suoi concittadini”