Caro Guido Viale e amiche del Manifesto, non vi pare di aver giocato abbastanza?

Panico a Parigi: Front National primo partito. Allarme! Allarme! Allarme siam... 
Basta che qualcuno venga a tirar fuori la solita storiella, cui Pasolini non credeva già 50 anni fa, se ricordate. Ma perché Il Front vince? Nonostante l'ostracismo e il connubio delle forze diciamo democratiche dai tempi del secondo mandato de Monsier le president del 2003? Fare un fronte di forze come quello francese e ora anche italico, servirà solo a rafforzare e rendere più nette le scelte: o noi o loro. In italica occorre solo attendere il crollo di Grillo e dei suoi simulacri di Dem in Movimento e simili. Dopo loro, ci sarà il Fronte italico: è già tutto scritto. 
Come sai bene che la tua lista Tsipras e delle tue amiche de il Manifesto, ex radical chic, ex verdi e altri residuati della più stantia e lisa politica politicante è destinata solo a raccogliere i consensi di un manipolo di radical chic che tutto vogliono meno che mischiarsi con il popolino. E' tutto scritto, sarà un fiasco clamoroso, da meno dello 007 ma sarà servito a vendere qualche copia cartacea di giornale e a tenere ualche intellettualoide conferenza pubblica (sempre elitaria).
Basta girare per le strade, nei bar e ai mercati, per sentire il popolino che è strapieno di discorsi vuoti della sinistra, di immigrati e problemi connessi, di sindacati e gente garantita a tutti i costi mentre i loro figli fanno la fame. Bastava solo ascoltare e raccogliere lo spirito del tempo: ma conviene non farlo vero? No, meglio pensare al nostro progetto da 3% elitario e fuori dal tempo... 
Ma caro Viale, far parte di una ristretta cerchia elitaria di intellettuali va bene, ma ritenere di poter stare sempre sopra al popolino è trés chic ma anche menefreghista, no? 
Basta vedere il sorrisetto della signora Norma Rangheri o Rangeri, quando si parla di Renzi, quel sorrisetto della personcina di sinistra chiusa nella sua enclave di carta e inchiostro futile e pagato da noi. Io non so se i tuoi articoli sono pagati dalla coop. Il Manifesto ma se lo sono, penso che non vorrei mai essere tra coloro che sborsano anche solo un centesimo per chi scrive su giornali privati. Con buona pace del genietto di rai3, la signora austera e algida di Report, che auspicava uno stipendio assai più elevato per il direttore de Il Manifesto, vera cooperativa, come quelli de Il Mucchio, o meglio ex il Mucchio.

Fricchettoni che si divertono a 50 anni suonati a scrivere cazzate con soldi degli altri. Ma poi, pensiamo al genio di quelli spediti al Manifesto, quell'ex direttore delle News più inutili del mondo, ora passato a fare il senatore o qualcosa del genere. Una persona geniale, sempre democratica, paziente, venuta da Partinico, dove le terrazze degli allevamenti di Canapa si possono vedere a cielo aperto e sbarcato proprio in quel di Roma, nella culla del giornalismo cartaceo d'elite. Stiamo freschi... Per me quelli sono i veri uomini di destra, nonostante le bandiere della sinistra al caviale che sventolano. Per me è più deplorevole scrivere con soldi pagati dal popolino che fare quello che ha fatto il Berla o l'altro genio dell'imprenditoria al caviale, Briatore. Se non altro quelli fanno per sé e lo sappiamo bene.

Pensa a quell'altro compagno nostro di fuori strada, che ora scrive sul Sole24 ore: mica si accontenta di quello, no: fa anche mi dicono un programmino per la rai, uno di quei programmi seguiti dallo 007 del pubblico immagino, ma fa chic e rende, no? soldi pubblici e freschi. Dopo i tanti ex che sono stati delatori e doppio giochisti (ne conosco un bel numero) da anni li dobbiamo sorbire nelle loro peripezie editoriali e giornalettistiche.
Non parlo del Deaglio perché a tutti è nota la riunione che serviva a salvare Reporter dal fallimento per dar la spallata a noto quotidiano di sinistra (di sinistra?, siamo sicuri?), soldini pagati dal Berla, su spinta del Cracsi. Un bel gruppetto di bravi ragazzi, non c'è che dire. Quanto al noto ebreo, amico del finanziere ebreo di numerosi giornali di sinistra(?), meglio che non ne parlo, meglio. Lasciamo andare avanti Andrea Scanzi: è l'unico che regge il passo ai nomi cui mi sono riferito, un genio che scrive libri, scrive(va) sul Mucchio, faceva o fa passaggi dove si parla di calcio, va dalla Gruber come esperto non ufficiale del grillismo eccetera e tante ne farà sul Mattinale o il Fatto. E' lui il vero erede di quelli del nostro giro di un tempo.