Ecco come funziona il rapporto tra stato e cittadini, tra ricorsi e processi.

Dopo dieci anni di ricorsi vince il concorso per fare la preside ma ormai è in pensione. Maria
Antonietta Cucciniello, di Palermo, racconta Salvo Intravaia su Repubblica, per dieci anni ha sostenuto una battaglia legale per vedersi riconosciuto il diritto ad occupare la poltrona di preside.
Nel 2004 partecipa al concorso per 200 presidi indetto in Sicilia. Viene bocciata agli scritti ma fa ricorso e nel 2009 il Consiglio di giustizia amministrativa (l’equivalente siciliano del Consiglio di Stato) annulla le prove scritte. Nel frattempo trapelano delle indiscrezioni secondo cui le correzioni sono state fatte in modo non proprio corretto.
Dopo molte polemiche interviene il Parlamento, stilando una legge che chiarisce come vanno ricorretti gli scritti. A quel punto, nel 2013, Cucciniello riesce a superare la prova. Nel frattempo, però, la professoressa ha raggiunto più di 40 anni di contribuzione e finisce in pensione coatta. Va di nuovo in tribunale, dal giudice del lavoro, e chiede di poter tornare a lavorare, di poter seguire un corso di formazione e sostenere l’esame finale per poter diventare preside. L’8 agosto arriva la graduatoria: Cucciniello è in classifica. Ma per fare la preside non le basta: solo se il giudice si pronuncerà contro il suo pensionamento forzoso potrà esercitare.