Lettera di Pasolini sulle BR e Moro.

Presidente Moro, io la ritengo colpevole, assieme ai suoi amici e colleghi, di aver stuprato la democrazia,


 piegata alle bieche e miserevoli logiche di una dialettica politica che ha mischiato il potere alla Chiesa, anteposto gli affari e la ragione di stato ai veri interessi della popolazione. Come non accorgersi delle enormi voragini che una simile gestione del potere ha inevitabilmente aperto dietro e davanti a sé?
Eppure, nonostante i molti segni e avvisi, Lei e i suoi si è impegnato in un progetto che vedeva come unica via di uscita per il mantenimento dell'egemonia del suo partito: aprire in modo unilaterale il governo a quella principale forza di opposizione, che si sarebbe dovuta impegnare in una cogestione affaristica della cosa pubblica, del bene comune. Mi scuserà se sorrido di gusto anche solo all'immagine di un Pci che si mette a gestire il governo con un partner come la Democrazia Cristiana: si perché se solo questo accadesse, si verificherebbe che coloro che per decenni sono stati oppositori, come d'incanto, si unirebbero trimonio di pura convenienza con i loro principali bersagli del disastro politico, culturale e morale di questa povera Italia.
Io le avevo preannunciato un processo, un processo pubblico, di fronte al popolo, un processo quindi popolare e basato sulla ragione popolare, per Lei e i suoi amici e compagni di politica, per la responsabilità che in questo dopoguerra si sono rapidamente accumulate sulle vostre spalle. Non potevo allora sapere che, nonostante i continui segnali, di cui anche Lei si era accorto e anche intimorito, sarebbe in breve caduto vittima di un'azione tanto disperata quanto inutile e priva di qualsiasi forza popolare e quindi rivoluzionaria.
Infatti, l'azione delle BR è un'azione inutile, dimostrativa, isolata e disperata, mirante solo ad affermare un capriccio e il vanto di un ristretto nucleo di isolati. 
Che poi questi outsiders siano manipolati consapevolmente o meno, da organismi istituzionali statali e internazionali, non cambia il senso e il significato del risultato: non il gettar discredito sull'opposizione, ma contribuire con azioni indegne e inutili, a mantenere lo stato delle cose. Non c'è nemmeno un briciolo di giustizia popolare nelle azioni delle BR, isolate dal vivere quotidiano e dalla realtà, costoro agiscono secondo il noto e antipopolare detto del fine che giustifica i mezzi: un'enorme sciocchezza. E' infatti in base ai mezzi impiegati che riconosciamo il fine perseguito, e il popolo, quando veramente si è opposto a un regime o sistema di potere, l'ha fatto per le strade, andando incontro alle baionette e ai fucili del potere, finendo per abbracciare quegli stessi soldati che difendevano il tiranno, loro figli e fratelli.
Per questo io auspico che una mediazione sia trovata per Lei, considerando che le BR non sono una realtà rivoluzionaria ma solo uno spauracchio che utilizza metodi tipici del fascismo. Non ci può essere alcuna resa al vuoto pneumatico che si nasconde dietro le mura di qualche appartamento e per questo, le BR non rappresentano un pericolo reale per lo stato e per il popolo. Che resta il solo a dover giudicare, prima o poi.

P.P.Pasolini