La narrativa di Marino, ovvero un mito, anzi una leggenda o entrambe? Jacona doceat...

E se come dice un noto giornalista e direttore, Marino sia una leggenda, uno che ha creato una
narrazione tra un confine non nitido tra realtà e narrativa?
Comunque, ci sono fatti che parlano da soli:
Si vede il sindaco che gira allegramente in bicicletta ma poi si fanno sedute di consiglio comunale sulle multe affibbiate al medesimo e alla sua panda della moglie, per il permesso scaduto;
si dice che le note spese sono tutte dovute a cene e altro per attività connessa a quella del sindaco della capitale ma poi si comunica che si metteranno in rete e poco dopo si annuncia di donare, si donare, 20mila euro alla città di Roma, per tacitare tutte le male lingue. Poi leggendo gli scontrini e altro, si vede di vini da quattro soldi al supermercato, sono addebitati decine di euro.
Il Papa sull'aereo dichiara con fermezza che lui non ha invitato il sindaco Marino, e aggiunge un -Chiaro?- che tuona come un fulmine.
Si dice che c'è stato un invito da importante associazione mentre il delegato dichiara che nessuno l'aveva mai invitato. 

Ma da ultimo, un articoletto, passato in cavalleria e poi citato il giudizio da Marino che ha vinto la querela, ad opera de Il Foglio, del Luglio 2009, che comunque resta nella sostanza vero, in merito all'allontanamento del chirurgo Marino dal centro trapianti (di fegato) di Pittsburgh, che in Italia, la macchina del fango di certa stampa e certi ambienti bempensanti della sinistra allo champagne, compreso il giornalista di Rai3, che dedicò al tema una bellissima puntata, tutta a mostrare l'impegno del Marino nella sua attività professionale, con l'appendice del centro trapianti siciliano, emanazione della collaborazione tra Pittsburgh e la regione sicula, in cui il valente e solerte Riccardo Jacona, con il suo sorrisetto e le sue domande ingenue, metteva il luce la profonda ingiustizia del provvedimento del Ministero della salute, mirante a chiudere alcune operatività. 
Nella realtà, la mitologia che si è creata attorno a Marino è tutta interna ai creduloni come Jacona e ai suoi amici allo champagne. Per noi, fu una enorme sorpresa che un chirurgo eccezionale come Marino, arriva inspiegabilmente a candidarsi a sindaco di Roma, senza mai aver fatto politica, senza essere un politico e senza nemmeno essere un uomo storicamente legato al Pd, pur avendo fatto le primarie, pur essendo stato eletto senatore e riconfermato.

Quell'articoletto, che all'epoca non leggemmo, sarebbe stato almeno utile a fare un poco di luce sul nostro stupore per la decisione di un medico e professore di notevole talento, di rientrare in Italia e abbracciare la politica in prima persona.
Lo riportiamo come si legge sul web, ma la vicenda resta comunque lacunosa e mai chiarita in modo definitivo e mai lo sarà, perché risale al 2002 e in USa si chiudono le faccende con pratiche di transazionne privata e riservata, ma in breve tempo (poche ore o giorni).
Per noi Marino resta un notevole talento in campo medico e chirurgico, e su questo nessuno lo può mettere in discussione, ma quanto ad aspetti personologici, presenta una serie di segni che ne possono limitare e compromettere il suo enorme talento. Ho potuto conoscere persone che fanno politica, dotate di una intelligenza notevole, una memoria di ferro, capacità di manipolare gli altri, nonché grandi capacità comunicative, ma spesso, anche figure di basso profilo assumono ruoli e incarichi che meriterebbero altre caratteristiche.
Nel caso di Marino, il suo notevole Q.I. e la sua esperienza in campo medico, sono del tutto sprecate in campo politico, dove non possiede quelle capacità di manipolare e convincere (comunicazione), necessarie a farne un leader o politico di peso.
Basta prendere uno come Rutelli, un politico scaltro, esperto e dotato di grande capacità comunicativa e persuasiva: altra storia è il suo curricolo professionale, praticamente passato dagli sballi degli anni settanta, ai radicali, poi ai verdi, poi a un partito di aerea cattolica, infine al pd, senza convinzione, per poi scenderne in anticipo.
Insomma, Marino è un talento in campo scientifico mentre Rutelli è un talento in campo politico e comunicativo. Se fosse stato uno scaltro e navigato politico, si sarebbe dimesso al momento della nomina del commissario, ma ripeto, l'umiltà non fa parte di certe personalità.
 A ciascuno il suo mestiere,

Palermo.  Luglio 2009.  
Ignazio Marino si presenta, anche sulla scena politica e nelle primarie per la segreteria del partito di opposizione, come un grande medico di prestigio internazionale. Gli è dovuto uno screening imparziale. Il Foglio è entrato in possesso di una lettera riservata arrivata a Marino, e da lui controfirmata, il 6 settembre del 2002. La lettera afferma che Marino si è reso responsabile di irregolarità amministrative rilevanti, e il chirurgo accetta condizioni molto dure, severissime, di risoluzione del rapporto di lavoro con la grande struttura americana per cui operava professionalmente. Resta opaco anche un eventuale altro motivo per la separazione.
Il sette settembre del 2002, il giorno dopo aver controfirmato le accuse di irregolarità a suo carico e aver accettato di rimborsare la cifra richiesta dal datore di lavoro, il futuro senatore del Pd invia una lunga lettera alle redazioni dei giornali per spiegare le motivazioni che l’hanno costretto a dimettersi dalla guida di uno dei centri di trapianti più importanti d’Europa (l’Ismett di Palermo) che lo stesso Marino aveva fondato appena tre anni prima in collaborazione con un colosso medico e universitario di Pittsburgh, Pennsylvania. Un colosso in cui il chirurgo dei trapianti aveva lavorato per molti anni: l’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC). “Importanti ragioni di carattere personale”, scriverà Marino, “dopo aver preso un sonnifero per riuscire a dormire prima di affrontare il passo d’addio”, “mi hanno portato a riflettere sui molteplici impegni connessi al ruolo di direttore dell’Ismett”.
Le “importanti ragioni di carattere personale” sono state per molto tempo un piccolo ma significativo enigma della vita di Marino. In quei giorni, le dimissioni del chirurgo ebbero l’effetto di creare un profondo sentimento di indignazione nei confronti di quei “poteri siciliani” che avevano costretto Marino a tornare in America. “Quel tratto di penna sotto la lettera di dimissioni – scrisse Repubblica l’8 settembre del 2002 – è un sipario di ferro che si abbatte con assordante clangore sui sogni di cambiamento, di superamento del sottosviluppo, di avvicinamento all’Europa. Marino ha scelto di andarsene senza alzare la voce. Del resto, gridare non spetta a lui. Non è un politico ma un chirurgo, e continuerà a farlo lontano dalla Sicilia, maledicendola e amandola come tutti i siciliani della diaspora”. Quel tratto di penna sotto la lettera di dimissioni fece molto indignare un fronte politico di centrosinistra guidato dall’allora sindaco di Palermo Leoluca Orlando (“L’istituto è stato sacrificato a logiche clientelari”), preoccupato per l’insostenibile “fuga dei cervelli italiani” verso l’estero. Unica nota dissonante quella del compianto Carlo Marcelletti: “Ma quale fuga di cervelli”, spiegò, “per la partenza di Marino qui nessuno si è stracciato le vesti per la disperazione. Marino doveva raccontare la verità prima di andarsene e non lo ha fatto”.
La verità sulla fuga del cervello genovese – che ha studiato a Roma per imparare a Pittsburgh come aprire un centro di trapianti a Palermo – è contenuta nella lettera datata 6 settembre del 2002 e inviata dall’amministrazione della University of Pittsburgh Medical Center per sanzionare la separazione con il “Dear dr. Marino”. La materia del contendere riguarda “a variety of reasons”, una serie di irregolarità – “intenzionali e deliberate” – di cui Jeffrey A. Romoff (il boss dell’UMPC firmatario della missiva) ne specifica però una in particolare. In inglese si dice “a dozens of duplicate originals of receipts” e in italiano la disinvoltura si traduce semplicemente così: note spese truccate. Pittsburgh sarà molto severa con Marino: chiederà un risarcimento in denaro, la restituzione di tutti i benefit e i materiali offerti dall’università, la rinuncia a ogni buonuscita e l’allontanamento immediato dall’università americana (dove il senatore aveva una cattedra), dal Centro Nazionale Trapianti (di cui Marino era membro) e dalla stessa Ismett. Al futuro senatore l’UPMC prometterà discrezione sulle ragioni che hanno portato al divorzio e offrirà soltanto “neutral reference” (referenze fredde: la data di assunzione e la funzione svolta).
Il Foglio non ha alcun pregiudizio personale contro Marino e anzi ha pubblicato il manifesto integrale della sua candidatura alla guida del Pd. Ma non sarebbe male che una star della medicina, generosa del proprio status e della propria immagine nella battaglia pubblica in corso, spiegasse in modo serio e trasparente perché si precipitò a dimettersi sette anni fa da un grande gruppo sanitario americano, perché controfirmò le accuse a lui rivolte avallandole, perché diede spiegazioni reticenti o imprecise o vanitose di un passo che oggi risulta tanto opaco. Dear dr. Marino, questo pasticcio siculo-americano lo spiega meglio ai suoi elettori o no?


Aggiornamento 31.10.2015

ROMA – Il sindaco di Roma Ignazio Marino è stato iscritto nel registro degli indagati per il caso degli scontrini. Una notizia di cui è al corrente almeno da mercoledì. Dettaglio importante perché non ne ha parlato alla Giunta proprio il giorno in cui ha fatto marcia indietro sulle proprie dimissioni. Le ipotesi di reato sono peculato e concorso in falso in atto pubblico. Marino, cercando di giustificare le note spese, aveva coinvolto le sue segretarie, ammettendo la consuetudine di far firmare loro i giustificativi: “A distanza di mesi, guardavano quale era stato il mio ultimo impegno in agenda e si regolavano di conseguenza, imitando la mia firma”. In questo modo ha aggravato la sua posizione. Marino aveva, fra l’altro, dichiarato che in caso di indagine si sarebbe dimesso. - See more at: http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/marino-indagato-per-gli-scontrini-2310062/#sthash.m9NJ9qB0.dpuf